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Luigi Federico Signorini (Direttore Generale Banca d’Italia): «Il debito pubblico dell’Italia ci rende vulnerabili»

“Il fardello del debito pubblico non lo dobbiamo mai dimenticare, perché resta un elemento di vulnerabilità del nostro paese”. Così Luigi Federico Signorini, Direttore Generale Banca d’Italia, durante War Room, il format web di Enrico Cisnetto.

“Oggi i tassi di interesse sono bassi – dice – e sappiamo che la politica monetaria intende tenerli bassi per tutto il tempo necessario per uscire dalla crisi. Inoltre la durata media del nostro debito supera i 7 anni, il che vuol dire che i tassi bassi di questo periodo continueranno a contenere l’onere del debito pubblico ancora per qualche anno. Infine la differenza tra il tasso di interesse che si paga sul debito e il tasso di crescita dell’economia ha avuto in passato per lungo tempo un segno sfavorevole; oggi, per la prima volta, siamo nella prospettiva che questa differenza cambi segno. Ciò però non vuol dire potersi dimenticare del debito; vuol dire avere un margine sufficiente per gestire con serenità gli equilibri della finanza pubblica e per lavorare, con costanza e determinazione, alla riduzione del rapporto tra debito e pil”.

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