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Luca Bianchi (direttore Svimez): «Attenzione alle mafie sui fondi del PNRR»

“La strategia dei gruppi criminali mafiosi si muove in una duplice direzione: da un lato, ricicla denaro e genera acquisizioni patrimoniali attraverso le aste giudiziarie di beni, l’ingresso nella gestione dell’impresa o intestando fittiziamente l’attività a prestanomi, dall’altro, moltiplica i patti corruttivi in una fase come l’attuale nella quale il flusso di denaro pubblico attivato per implementare il Recovery fund è enorme.

La grande liquidità di cui dispongono le organizzazioni criminali, le mette nelle condizioni di guardare anche ai settori strategici, dall’eolico, alla offerta di servizi, fornitura di dispositivi medici e farmaceutici, dal ciclo dei rifiuti, all’intermediazione immobiliare e finanziaria, oltre a quelli tradizionali, quali la ristorazione, il commercio, la logistica, l’edilizia, i servizi funebri, i trasporti, le scommesse.

La malavita si serve di professionisti e figure competenti, che agiscono con fare imprenditoriale e assumono il volto legale dell’agire economico”. Lo ha detto il direttore della Svimez Luca Bianchi, in un’intervista rilasciata ad Avvenire. Pr questo c’è preoccupazione in vista dell’arrivo dei fondi previsti dal Pnrr.

“Bisogna, e il presidente Draghi lo ha ripetuto più volte, non abbassare il sistema dei controlli per inseguire la spesa, in particolare attraverso incroci di banche dati patrimoniali, per sventare possibili infiltrazioni malavitose nei gangli del Pnrr. Esiste un rischio che non riguarda più solo il Mezzogiorno e che richiede una massima trasparenza nelle procedure”.

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