L’influenza 2022-23 è stata «prevista dagli esperti che, giustamente, avevano per tempo lanciato l’allarme per anticipare e potenziare la campagna vaccinale. Ho paura» però «che tale allarme non sia stato raccolto né dai cittadini che non ne possono più di sentir parlare di virus, né dal servizio sanitario decisamente stremato dopo la campagna di vaccinazione pandemica. Comunque, non è mai troppo tardi per vaccinarsi». Lo sottolinea l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all’Università del Salento, in un post su Facebook in cui spiega perché quella in corso si può considerare «la peggiore influenza del secolo per intensità».
Il messaggio dell’esperto è che ci si può ancora proteggere. «Il picco non è ancora arrivato» precisa «e quando sarà arrivato comunque i casi registrati fino a quel momento rappresenteranno solo la metà dei casi dell’intera stagione (la curva generalmente è abbastanza simmetrica). La priorità» per la vaccinazione «resta sempre legata all’età (prima anziani e bambini 6 mesi-6 anni)» ricorda Lopalco «e alla presenza di patologie croniche, ma chiunque può beneficiare della vaccinazione. La probabilità di ammalarsi quest’anno è molto alta per tutti e passare le vacanze natalizie a letto non è una bella esperienza per nessuno».
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