Roma tra gli 8mila comuni italiani? Un «equivoco», sostiene il ministro Francesco Lollobrigida, in un’intervista al Messaggero in apertura. Equivoco che andrà superato: «La città capitale nelle grandi nazioni è considerata un unicum. Anche da noi dev’essere così» e «il 2023 sarà con certezza l’anno in cui Roma acquista definitivamente il suo status legislativo di Capitale».
Il governo, afferma, è «molto determinato sul potenziamento dello status della Capitale. Giorgia Meloni è la garanzia che il nostro esecutivo metterà Roma al centro della sua azione». Alla domanda se l’Autonomia non metterà invece in pericolo il ruolo di Roma, spogliandola di poteri e impoverendola, il ministro replica che «non vedo questo rischio. Da nessun punto di vista potrà esserci un processo di indebolimento».
«Il ministro Calderoli sta facendo un ottimo lavoro» aggiunge. «Naturalmente il Parlamento verrà coinvolto, come è ovvio visto che siamo una Repubblica parlamentare. E quanto ai rischi, che vengono segnalati da più parti, su una possibile spaccatura del Paese, vi garantisco che FdI è una sentinella inflessibile. Per noi, ogni cosa che mette a repentaglio l’unità nazionale non è sostenibile».
«Noi comunque» aggiunge «non leggiamo nelle proposte di Calderoli alcun tentativo di divisione del Paese. Riteniamo che autonomia, elezione diretta dell’organo esecutivo e poteri per Roma Capitale siano strumenti che garantiscono maggiore coesione e competitività alla nazione, sulla base dei principi di sussidiarietà e di efficienza».
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