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[Lo scenario] La crisi del gas fa entrare l’Eurozona in recessione

La recessione nell’Eurozona e’ ormai probabile a causa dell’aggravarsi della crisi del gas, secondo Fitch Ratings. L’interruzione totale della fornitura di gas russo all’Ue sembra sempre piu’ un’ipotesi ragionevole ai fini della costruzione di previsioni macroeconomiche per l’Eurozona, puntualizzano gli esperti dell’agenzia di rating. “Secondo la nostra attuale valutazione, il Pil dell’eurozona subirebbe un calo di 1,5-2 punti percentuali nel 2023, in Germania di circa 3 pp e in Italia di circa il 2,5%, rispetto alle nostre previsioni di giugno. Sarebbe probabile una recessione dell’Eurozona a partire dal secondo semestre del 2022, con Germania e Italia che registrerebbero un calo annuale del Pil nel 2023”, sottolineano da Fitch.

La vulnerabilita’ economica di un’interruzione delle forniture di gas dai gasdotti russi e’ ancora molto elevata, nonostante i recenti sforzi aggressivi per diversificare le fonti di importazione, in particolare il gas naturale liquefatto. L’interruzione delle forniture avrebbe un impatto significativo sul Pil dal lato dell’offerta, a causa della limitata capacita’, nel breve termine, di sostituire le forniture di gas perse con altri fattori produttivi, proseguono gli analisti. Il razionamento amplificherebbe le perturbazioni economiche. “Sebbene un razionamento diffuso in tutta l’Ue non sia inevitabile anche in uno scenario di shut-off, sarebbe un rischio elevato in alcuni Paesi, tra cui la Germania. Gli effetti collaterali sulla domanda deriverebbero dall’impatto dell’aumento dell’inflazione sui redditi reali delle famiglie e sui margini di profitto delle imprese e dall’impatto dell’incertezza sugli investimenti”, aggiungono da Fitch.

“La capacità di allentare la politica macroeconomica per compensare l’impatto su famiglie e imprese e’ fortemente limitata a causa dell’inflazione elevata. L’impatto economico dello shock del gas dovrebbe attenuarsi notevolmente nel 2024, con l’adeguamento delle strutture produttive e dei modelli di consumo e l’entrata in funzione di nuove infrastrutture per l’importazione di gas”, concludono dall’agenzia di rating.

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