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[Lo scenario] I conti d’oro dell’Eni nell’anno più buio dell’energia

Nel terzo trimestre 2022 il gruppo Eni ha registrato ricavi della gestione caratteristica per 37,302 mld (19,021 mld nell’analogo periodo del 2021), mentre nei nove mesi il risultato è pari a 100,987 mld (49,809 mld).

L’utile operativo adjusted si è attestato a 5,772 mld, più che raddoppiato rispetto al terzo trimestre 2021 (+3,280 mld), grazie al rafforzamento dei prezzi degli idrocarburi, sostenuti dai migliori fondamentali e da un mercato corto del gas naturale, e da margini di raffinazione molto favorevoli.

Nei nove mesi 2022, il gruppo ha conseguito un utile operativo adjusted di 16.804 milioni, un miglioramento di 10.946 milioni rispetto al periodo di confronto 2021. L’utile netto adjusted di 3,73 mld del terzo trimestre 2022 evidenzia un significativo incremento rispetto a 1,431 mld del terzo trimestre 2021.

Nei nove mesi del 2022 il gruppo ha conseguito l’utile netto adjusted di 10,808 mld, con un aumento di 8,178 mld rispetto ai nove mesi del 2021. L’utile netto di bilancio di 5,862 mld include la plusvalenza di 2,45 mld, classificata come special item, derivante dal conferimento delle società controllate angolane, finalizzato nel terzo trimestre, in cambio di una quota del 50% nella jv Azule Energy.

Il provento è dovuto alla valutazione a fair value degli asset conferiti in proporzione alla quota dell’altro azionista, e al passaggio a conto economico delle differenze cambio da conversione maturate sulle operazioni estere in precedenza rilevate nell’utile complessivo.

L’indebitamento finanziario netto ante lease liability al 30 settembre 2022 è pari a 6,4 mld in riduzione di 2,5 mld rispetto al 31 dicembre 2021. Il leverage si attesta a 0,11 al 30 settembre 2022, in riduzione rispetto al 31 dicembre 2021 (0,20).

“In un contesto di elevata volatilità e incertezza nei mercati, Eni ha continuato ad assicurare gli approvvigionamenti energetici cruciali per le nostre economie, portando avanti al contempo il percorso di decarbonizzazione”, ha spiegato l’ad Claudio Descalzi a commento dei conti.

“Già dal prossimo inverno saremo in grado di rimpiazzare il 50% dei flussi di gas russo facendo leva sul nostro ampio e diversificato portafoglio riserve, sulle partnership di lungo termine con i Paesi produttori e sulla nostra crescente presenza nel business Gnl.

Nel trimestre abbiamo rafforzato ulteriormente la nostra posizione nella catena del valore del gas grazie all’esplorazione e alle operazioni di acquisizione degli asset gas di Bp in Algeria e, nella fase midstream, della nave di liquefazione Tango FLNG per la valorizzazione del progetto gas in Congo.

La nostra strategia di decarbonizzazione raggiunge nuovi traguardi fondamentali: entro l’anno la capacità installata di energia rinnovabile di Plenitude sarà raddoppiata superando i 2 GW.

Nel terzo trimestre”, prosegue l’ad, “nonostante la flessione del prezzo del petrolio e la rapida caduta dei margini di raffinazione, abbiamo continuato a generare risultati positivi grazie principalmente alla robusta performance dei nostri business internazionali.

Nei nove mesi abbiamo integralmente coperto con l’autofinanziamento gli investimenti e i ritorni di cassa agli azionisti e siamo stati in grado di ridurre il leverage al livello di 0,11, quasi dimezzandolo rispetto alla fine dello scorso anno”.

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