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[Lo scenario] Ecco il riposizionamento di Enel, si concentrerà solo sui Paesi core

Enel vuole concentrarsi su sei paesi core (Italia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, Cile e Colombia), uscendo da alcuni paesi in cui la presenza non è giudicata strategica e vara un piano di dismissioni da 21 miliardi di euro. Il gruppo ha presentato l’aggiornamento del Piano Strategico 2023-25 annunciando l’uscita da Perù e Argentina, la cessione di asset in Romania, in Ceará (Brasile), al fine di focalizzarsi maggiormente sulle reti di distribuzione nei grandi agglomerati urbani (Rio e San Paolo), e per alcune aree geografiche, come Australia e Grecia l’inserimento nel perimetro del modello di stewardship, vale a dire con la creazione di joint venture.

Altro obiettivo quello di avviare l’uscita dalle attività nel settore del gas. Si prevede che la maggior parte di questo piano sia completata entro la fine del 2023, conseguendo una struttura societaria più agile, focalizzata nei sei Paesi “core”. I prossimi due anni saranno due anni di turbolenze ed occorre un approccio più cauto, ha sottolineato l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, introducendo la presentazione del Piano strategico. «Non possiamo ignorare le turbolenze a livello prezzi del gas e l’effetto a catena delle politiche energetiche europee e l’outlook sui tassi interesse». Per questo secondo Starace occorre «una visione più conservativa sui coefficienti per continuare a crescere. Dobbiamo affrontare due anni di turbolenze e dobbiamo avere un approccio più cauto rispetto a questi coefficienti».

Inoltre, per fine anno il gruppo prevede di completare la cessione degli asset di trasmissione in Cile, delle reti di distribuzione di Goiás e l’operazione relativa a Gridspertise. Inoltre, sempre entro al fine di quest’anno il gruppo prevede di cristallizzare il valore del suo portafoglio gas in Cile. L’obiettivo è ridurre il debito in un range di 51-52 miliardi di euro entro la fine del 2023, da 58-62 miliardi di euro stimati nel 2022 ed arrivare ad un Ebitda ordinario tra 22,2 miliardi di euro e 22,8 miliardi di euro nel 2025 dai 19-19,6 miliardi di euro stimati nel 2022 e un utile netto ordinario di 7-7,2 miliardi di euro nel 2025, dai 5-5,3 miliardi di euro stimati nel 2022.

Gli investimenti nell’arco di piano sono pari a circa 37 miliardi principalmente concentrati nei sei Paesi “core” con un aumento della capacità rinnovabile installata di 21 GW. A livello Paese, si prevede che quasi il 90% di questi investimenti sia allocato in Italia, Spagna e Stati Uniti, dove il gruppo può trarre vantaggio dalle politiche di sostegno all’elettrificazione sostenibile, tenendo anche conto del quadro regolatorio favorevole in questi Paesi. In particolare, il gruppo prevede di accelerare lo sviluppo delle rinnovabili in Italia e Spagna, per consentire contratti a prezzo fisso di maggiore durata, sostituendo gli asset termoelettrici del gruppo con tecnologie sostenibili non influenzate dalla volatilità delle commodity.

Nel 2023-2025 il gruppo prevede di investire circa 15 miliardi di euro nelle reti, principalmente in Europa (oltre l’80% degli investimenti) alla luce della riequilibrata presenza geografica del gruppo, di contesti regolatori favorevoli e al fine di promuovere il ruolo delle reti come abilitatori della transizione energetica. È prevista inoltre la mobilitazione di investimenti da parte del gruppo e di terze parti per un totale di circa 15 miliardi di euro nell’ambito del modello di business di Stewardship con la creazione di joint venture per i progetti. Il gruppo conferma una politica dei dividendi semplice e prevedibile 0,43 euro nel periodo 2023-2025, in aumento rispetto a 0,40 euro nel 2022.

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