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[Lo scenario] Automobili, crollo delle vendite. Gli annunci sugli incentivi mai emanati paralizzano il mercato

Secondo quanto evidenziato dal ministero dei Trasporti, il mercato dell’auto è in una fase di crollo. Dai dati emerge che a marzo sono state immatricolate 119.497 autovetture a fronte delle 169.886 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente, con un calo di oltre il 29%.

Calo del 36 per cento

Stellantis ha immatricolato nel mese di marzo 43.293 auto, con una quota di mercato pari al 36,2%. Il dato relativo alle vetture vendute è in calo del 36,6% rispetto alle 68.290 unità dello stesso mese del 2021. Nei tre mesi il gruppo ha immatricolato 123.768 auto rispetto alle 180.024 dello stesso periodo dell’anno precedente con un calo del 31,2%.   

Basta falsi annunci

Secondo l’Unrae la causa della pesante flessione è da attribuire all’attesa degli incentivi annunciati ma non emanati. «Gli annunci e la conseguente aspettativa degli incentivi stanno di fatto paralizzando il mercato ormai da mesi e, se il Governo non provvede a emanare con urgenza il decreto attuativo che li rende fruibili, si rischia di aggravare e prolungare ulteriormente la crisi delle immatricolazioni», avverte Michele Crisci, presidente dell’Unrae.   

360 giorni di consegna

Crisci ribadisce anche la necessità di estendere i tempi di consegna dei veicoli prenotati o già acquistati: «Il prolungamento a 360 giorni dei termini di consegna è un provvedimento indispensabile per ovviare ai problemi ormai endemici delle catene di fornitura internazionali, aggravati dal conflitto in Ucraina, che costringono le case automobilistiche a rallentare la produzione e ritardare le consegne. È necessario, inoltre, che il decreto attuativo», aggiunge il presidente dell’Unrae, «non escluda dai sostegni all’acquisto nessuno dei soggetti interessati, comprendendo quindi oltre alle persone fisiche anche le persone giuridiche (aziende e società di noleggio) e non imponga tetti di prezzo ribassati rispetto agli incentivi precedenti, che avevano dimostrato tutta la loro efficacia».   

I pericoli della transizione

Dello stesso avviso è Federauto. «Dopo il grande passo in avanti fatto dal governo il mese scorso, attraverso la definizione di una strategia pluriennale per accompagnare il settore automobilistico nella sfida della transizione ecologica, estesa fino al 2030 e fondata sulla neutralità tecnologica, inclusiva anche di una politica degli incentivi per l’acquisto di veicoli non inquinanti, purtroppo il ritardo nella pubblicazione del Dpcm con i criteri e la ripartizione delle risorse stanziate ha decretato la nona caduta consecutiva, a doppia cifra, del mercato auto», dichiara Adolfo De Stefani Cosentino, presidente della Federazione dei concessionari auto.   

Secondo Csp «non ci sono più aggettivi per descrivere il disastro del mercato auto». Il Centro Studi Promotor elabora mensilmente un indicatore di fiducia degli operatori dell’auto sintetizzando i risultati della sua inchiesta congiunturale mensile sul settore. A fine marzo l’indicatore, che varia tra 0 e 100, ha toccato quota 15, un livello infimo come in maggio 2020 nel pieno della pandemia e come a metà 2012 nel momento peggiore della crisi per l’auto italiana che seguì la vicenda americana dei mutui subprime e il fallimento di Lehman Brothers.

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