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[Lo scenario] 4,7 milioni di italiani non hanno pagato le bollette. E 2,6 milioni costretti a chiedere aiuto per mangiare

Negli ultimi nove mesi, a causa dell’aumento dei prezzi energetici, 4,7 milioni di italiani avrebbero saltato il pagamento di una o più bollette di luce e  gas. Il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it, che mette in luce anche come il numero di morosi sia destinato  ad aumentare se i prezzi continueranno a crescere.    

L’analisi – si legge – ha individuato in 3,3 milioni il numero di individui che potrebbero trovarsi nell’impossibilità di pagare le prossime fatture. Un fenomeno che riguarda anche le spese condominiali: infatti sarebbero oltre 2,6 milioni gli  italiani che hanno saltato una o più rate del condominio.    

Secondo l’indagine, quindi, quasi 2 morosi su 3 (62%) hanno affermato come è la prima volta che saltano il pagamento delle bollette. E guardando i numeri più da vicino si scopre che se a livello nazionale la percentuale di chi ha dichiarato di non  aver pagato una o più bollette negli ultimi 9 mesi è pari al 10,7%. Il fenomeno è più diffuso nelle regioni del Centro Italia (11,5%) e al Sud e nelle Isole (11,2%). 

In Italia sono 2,6 milioni persone che sono costrette a chiedere aiuto per mangiare, facendo ricorso alle mense per i poveri o ai pacchi alimentari, anche per effetto del caro bollette scatenato dalla crisi energetica per la guerra in Ucraina. E’ quanto emerge dalle analisi di Coldiretti su dati del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead), diffuse in  occasione della Giornata dell’alimentazione.

Con l’aumento dei  prezzi del carrello della spesa cresce infatti il numero di persone che non possono più permettersi pasti regolari dovendo  ricorrere alle associazioni benefiche che – sottolinea la Coldiretti – hanno aiutato tra gli altri 538.423 bambini (di età  uguale o inferiore ai 15 anni), 299.890 anziani, 81.963 senza  fissa dimora (di età uguale o superiore ai 65 anni), 31.846  disabili. Fra i nuovi poveri – continua la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani  che hanno dovuto chiudere.  

Le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari  sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come  pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività colpite  dalle misure contro la pandemia e dalla crisi energetica. Ma il  problema dell’accesso al cibo è rilevante anche nel mondo dove la  crisi alimentare globale, con shock climatici e conflitti, ha  spinto, solo nei primi mesi del 2022, il numero di persone  gravemente affamate nel mondo da 282 milioni a 345 milioni,  secondo il l’agenzia delle Nazioni Unite World Food Programme  (Wfp).

Numeri destinati peraltro a peggiorare – denuncia Coldiretti – a causa dei problemi agli approvvigionamenti di cereali, alla crescita dei prezzi alimentari e alla crisi  energetica scatenati dalla guerra in Ucraina. A rischiare di più sono i 53 Paesi dove la popolazione spende almeno il 60% del  proprio reddito per l’alimentazione e risentono quindi in maniera  devastante dall’aumento dei prezzi.  

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