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L’industria è ancora debole e il PIL cresce in maniera lenta | L’analisi

Cresce (poco) il Pil in Italia: industria ancora debole, rallentano i servizi, non decolla l’export.

Questa la fotografia scattata dalla Congiuntura flash di luglio del Centro studi di Confindustria.

Nel 2* trimestre, spiega il Csc, “i servizi hanno frenato pur restando in crescita, l’industria prosegue il calo (nonostante il recupero di maggio).

Buoni segnali per i consumi; investimenti ed export tengono ma non trascinano.

Il timido taglio Bce ancora non si legge nei tassi per famiglie e imprese”.

Per quanto riguarda i servizi, nel 2* trimestre potrebbero aver rallentato (dopo il +0,3% nel 1*).

L’industria resta debole, con il fatturato che ha recuperato in aprile (+0,8% in volume), ma un’attesa lieve flessione a maggio (-0,4%).

La produzione, dopo 4 mesi in calo, è risalita solo di +0,5% a maggio, portando a -1% il dato acquisito nel 2* trimestre.

Restano fiacche le prospettive, con la fiducia delle imprese che continua a oscillare su bassi livelli.

L’indagine Csc su grandi imprese mostra un aumento dei rischi di peggioramento nelle stime sulla produzione.

Scenario favorevole, invece, per i consumi.

In prospettiva la spesa delle famiglie potrà crescere come o più dei redditi (spinti anche dall’occupazione in crescita), grazie anche a un costo del credito in lento calo e una fiducia delle famiglie risalita a giugno per il secondo mese di fila.

Ancora non buone, infine, le prospettive dell’export.

L’export italiano di beni è cresciuto in aprile (+2,1% a prezzi costanti), ma calato nei mercati extra-Ue a maggio (-2,3% in valore).

Le vendite italiane in Germania sono tornate in espansione, dopo un anno, stabili quelle negli Usa, ancora in calo in Cina.

Prospettive negative per l’estate, secondo gli ordini manifatturieri esteri a giugno.

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