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L’indifferenza dei cittadini corrode le democrazie | L’analisi di Walter Veltroni

“Ciò che maggiormente corrode le democrazie, la storia del Novecento ce lo ha dimostrato, è l’indifferenza, il distacco tra cittadini e potere e il diffondersi della convinzione che il voto, e a seguire la politica e le istituzioni, siano in fondo dei territori del nulla, dove si giocano partite finte”.

Sul Corriere Walter Veltroni lancia un allarme sui pericoli del crescente astensionismo, “una tendenza che appare ormai inarrestabile”, sottolineando che “non osservarla, non ragionarne, sarebbe suicida”.

Secondo Veltroni “più la politica si fa urlata, radicalizzata, violenta, più l’obiettivo di ciascuno sembra demonizzare l’altro seminando inutilmente odio meno le persone si sentono motivate ad andare a votare.

Non si riconosce più la meravigliosa, nitida distinzione, sale della democrazia, di programmi e valori ma un quotidiano, estenuante, azzuffamento.

Il linguaggio da rissa, premiato negli Usa, qui ha un effetto diverso.

Non galvanizza, deprime.

Radicalizza e imbruttisce gli argomenti dei contendenti in un ring sempre più piccolo.

In fondo anche lo svuotamento progressivo della principale garanzia per i cittadini, il voto, è funzionale al depotenziamento della democrazia che sembra essere il grande disegno del nuovo spirito pubblico.

La destrutturazione di tutte le forme di intermediazione, necessarie per garantire autentiche libertà, come partiti, sindacati, informazione serve a tramutare il cittadino in un follower passivo e sfiduciato, privo di voce e persino della volontà di votare.

Rigenerare la politica, restituirle concretezza e sogno, non avere paura di rendere la democrazia più bipolare e più decidente, rigenerare forme di partecipazione diffusa e di nuova sussidiarietà, conferire dignità e livello al linguaggio pubblico può forse invertire questa tendenza.

Dove finiremo, se dovesse invece proseguire?”.

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