Partire dai dati storici per capire dove stanno andando i mercati “per arrivare alla conclusione che la domanda giusta da porsi non è se l’inflazione è sotto controllo, perché la storia della finanza mostra che, pur in presenza di tendenze di lungo termine, il viaggio dei mercati non finisce mai”.
Inizia con questa premessa il Global Investment Returns Yearbook, giunto alla 25ª edizione, la guida di Ubs nell’ambito dei rendimenti di lungo periodo curata con Paul Marsh e Mike Staunton della London Business School e il professor Elroy Dimson dell’Università di Cambridge.
Dal 1900 le azioni hanno riportato performance superiori a quelle dei bond, dei buoni del tesoro e dell’inflazione in tutti i 21 mercati per i quali lo studio dispone di uno storico continuativo.
“I bond sono stati quindi produttori di performance ammirevoli per quasi quattro decenni a partire dai primi anni ‘80.
Hanno avuto prestazioni simili a quelle azionarie, ma minore volatilità in un’apparente violazione della legge che guida il rapporto rischio e rendimento.
Ma questi rendimenti derivavano da fattori che non potevano continuare indefinitamente”, osserva il report.
Dal 2015 in poi il valore annualizzato del rendimento dell’indice obbligazionario mondiale è stato -1,7%, con scarsi rendimenti nel 2021, seguiti da una disastrosa performance nel 2022.
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