L’invio di armi all’Ucraina “è sacrosanto, perché tutto ciò di cui gli ucraini hanno bisogno dev’essere dato senza riserva, tanto meno possiamo essere noi a dire quello che a loro serve per difendersi.
E inviare armi aumenta la deterrenza e la forza negoziale in modo che non debbano inginocchiarsi ma sedere al tavolo dei colloqui”.
Lo dice in un’intervista a Il Messaggero Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione ICSA, ex consigliere militare di tre presidenti del Consiglio e ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica.
Comunque “non accompagnerei la fornitura di armamenti con minacce contro la Russia o dichiarazioni scellerate come quella dei britannici che considerano legittimo l’uso delle loro forniture fino in territorio russo” aggiunge.
“Se i russi ritengono che la Nato stia facendo una guerra per procura e quindi attacchi il suolo russo, il conflitto potrebbe estendersi fino alla terza guerra mondiale – sottolinea -.
Assistiamo a un coro di parole non distensive, mentre ci sarebbe bisogno del contrario. Fra l’altro, gli armamenti forniti non sono certo idonei a colpire in profondità gli obiettivi russi, se non per qualche decina di chilometri dal confine ucraino”.
Gli interventi dei russi “verso la Transnistria lascerebbero intendere che le loro ambizioni non si fermano al Donbass. Ma dal punto di vista militare si tratta solo di velleità, visto che non riescono ad avere il pieno controllo neppure dei territori che dicono di avere sottomesso”.
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