Ridurre le accise sulla benzina o dare un sussidio ai meno abbienti perché non perdano capacità di spesa con l’aumento dei prezzi dei carburanti?
Il governo ha scelto la seconda soluzione, ma l’ha motivata con ragionamenti errati, tipo: costava troppo ridurre le accise, non volevamo favorire i ricchi e non avevamo risorse.
In realtà, le risorse c’erano: bastava non fare altre misure errate come la flat tax per gli autonomi (che favorisce persone abbienti e l’evasione fiscale), quota 103 per i pensionati e simili.
Ma, se la motivazione è errata, non lo è la misura.
Riducendo le accise sulla benzina si favoriscono i consumi di petrolio, mentre aumentando i prezzi e difendendo i meno abbienti, si spinge tutti a consumare meno benzina: anche i meno abbienti che potrebbero consumare meno benzina e utilizzare i sussidi per altri bisogni, senza esserne costretti per un taglio del loro potere d’acquisto.
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