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Le tre questioni che legano le concessioni e il MES | L’analisi di Serena Sileoni

“Ci sono tre elementi che legano la decennale questione del rinnovo delle concessioni balneari e la ratifica delle modifiche al MES, sulle quali si sono svolte ieri due separate riunioni a Palazzo Chigi”.

Lo scrive Serena Sileoni sulla Stampa parlando di “bandiere sovraniste su Mes e spiagge libere”: “Il primo elemento è identitario.

Il secondo è l’Europa.

Il terzo è il tempo.

La contrarietà sia alle modifiche del MES che alla messa a gara delle concessioni balneari è stata importante nella definizione dell’agenda dei partiti dell’attuale maggioranza, con sfumature e distinzioni interne che non cambiano, tuttavia, il peso politico di una ostilità da anni vantata sia verso il MES che verso la direttiva Bolkestein.

Entrambe le questioni – sottolinea l’editorialista – sono state, da un punto di vista politico-elettorale, una battaglia di bandiera anche molto al di là degli effetti reali che può avere la loro riforma.

Nel caso di quella del MES, aderirvi non vuol dire richiedere per forza l’attivazione del meccanismo.

Nel caso dei balneari, aprire le concessioni al meccanismo delle gare non vuol dire per forza che gli attuali concessionari si trovino senza i loro stabilimenti.

Peraltro, la forza negoziale dei balneari appare senz’altro superiore al loro peso nell’economia.

Anzi, una corretta lettura della realtà dovrebbe far propendere lo Stato a mettere mano alla riforma delle concessioni, visto che essa implicherebbe anche un aggiornamento dei canoni, al momento sproporzionati al ribasso, perché non aggiornati rispetto al valore delle stesse.

Le tesi di partenza, dunque, non portano alle conclusioni che si paventano.

Ciò potrebbe forse delineare una specie di tic delle istanze politiche nell’attuale destra, le quali trattano i rischi, o presunti tali, come certezze, dimostrando una avversione agli stessi che potrebbe essere interpretata come una forma atipica del conservatorismo.

Dall’elemento identitario discendono anche gli altri due elementi in comune.

Quanto all’Europa, in entrambi casi le decisioni del governo si inseriscono inevitabilmente in un contesto di condivisione con l’Unione europea che l’attuale maggioranza, all’epoca così severa nei confronti dell’UE, sembra non mettere più in discussione.

Per i balneari, il governo continuerebbe a mettere al riparo dalla concorrenza le concessioni in essere, nonostante le sentenze nel frattempo intervenute.

Per il MES – conclude – arriverebbe alla scadenza dei termini opponendosi alla ratifica”.

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