Le tensioni geopolitiche, in particolare quelle in Medio Oriente, rimangono il principale rischio per il commercio internazionale.
È l’allarme lanciato da Ralph Ossa, capo economista dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto).
L’escalation delle tensioni in Medio Oriente potrebbe portare a carenze di offerta e ad un conseguente aumento dei prezzi del petrolio, ha detto Ossa intervistato dall’agenzia Xinhua.
“L’aumento dei prezzi del petrolio influenzerebbe quindi l’attività macroeconomica e anche il commercio internazionale” ha detto visto che in un rapporto pubblicato all’inizio di ottobre, il Wto prevede che il volume globale degli scambi di merci crescerà del 2,7% nel 2024, in leggero aumento rispetto alla previsione di aprile del 2,6%.
Un aggiornamento significativo nel nuovo rapporto riguarda le prospettive regionali.
“Vediamo che l’Asia sta andando più forte di quanto ci aspettassimo…
L’Europa sta andando più debole di quanto ci aspettassimo”, ha detto Ossa, aggiungendo che “L’Asia continua ad essere il principale motore del commercio internazionale, sia dal lato delle importazioni che da quello delle esportazioni”.
Nel frattempo, si prevede che le esportazioni in Asia cresceranno del 7,4% nel 2024 rispetto a un aumento del 4,3% delle importazioni, ha affermato.
Ossa ha anche evidenziato il potenziale dell’intelligenza artificiale per ridurre i costi commerciali, superare le barriere linguistiche ed espandere i servizi forniti digitalmente.
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