Le decisioni prese per rimettere in moto l’attività economica sono state «giuste». Parla così il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, riferendosi alle scelte fatte da Mario Draghi in Italia ed Emmanuel Macron in Francia.
«6% di crescita nel 2021 e una previsione di oltre il 4% nel 2022» e la «situazione economica francese è altrettanto positiva: 6,25% di crescita nel 2021, 4% nel 2022». Francia e Italia faranno la stessa scelta, quella delle riforme strutturali», prosegue in un’intervista al Corriere della Sera, elogiando «le decisioni prese con coraggio e costanza da Mario Draghi, per esempio quanto alla riforma della giustizia o alla riforma fiscale».
Il G20 di Roma e la fiscalità internazionale. «I capi di Stato e di governo sono chiamati a confermare le scelte fatte a livello di ministri delle Finanze del G20 per una tassazione minima delle multinazionali e una tassazione dei giganti del digitale» osserva. «È una rivoluzione fiscale di importanza enorme, che frutterà molto denaro: circa 150 miliardi di dollari di introiti fiscali supplementari all’anno a livello mondiale». E «se abbiamo questo risultato oggi, lo dobbiamo alla qualità del lavoro del mio collega Daniele Franco».
«Il G20 Finanze di Venezia nel luglio scorso» evidenzia «è stato decisivo». Intervenendo sul nucleare, sottolinea come «ogni Paese sia libero delle sue decisioni in materie energetica» e dice di guardare «con attenzione all’evoluzione del dibattito in Europa. In Germania, dove ci si interroga sul buon mix energetico, e anche in Italia – rileva – Ho notato che per la prima volta dopo decenni un ministro (Roberto Cingolani, Transizione ecologica) ha posto di nuovo la questione del nucleare».
Le Maire parla della penuria di globale di semi-conduttori come «del terzo grande tema strategico dell’uscita dalla crisi pandemica, dopo la scarsità di manodopera e il prezzo dell’energia. Si può riassumere in una parola: indipendenza» afferma. «Le fabbriche di Stellantis, un orgoglio franco-italiano, sono costrette a rallentare la produzione perché non ci sono abbastanza semi-conduttori».
«La risposta può essere franco-italiana: siamo pronti a sostenere il gruppo Stmicroelectronics che produce semi-conduttori di alta qualità vicino a Grenoble e in Italia» sottolinea. «È imperativo che Stmicroelectronics aumenti le sue capacità di produzione e riaffermi una preferenza europea. Dobbiamo cooperare e coordinarci».
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