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Le imprese energivore attendono gli sconti | L’analisi di Pia Saraceno

Le industrie energivore sono in attesa della pubblicazione del bando del GSE per l’energy release a prezzo calmierato se realizzeranno entro i prossimi tre anni capacità produttiva rinnovabile in grado di produrre energia in misura doppia rispetto all’energia incentivata ottenuta con l’energy release.

Il GSE metterà a disposizione almeno di 20 TWh/anno per 3 anni: quanto al prezzo calmierato potrebbe essere del 35-37% inferiore a quello prevedibile nel prossimo biennio.

Si farà riferimento infatti all’LCOE delle tecnologie più efficienti e già mature (Leveralized Cost of Electricity calcolato in modo da coprire i costi e remunerare il capitale investito ai tassi di mercato).

A titolo indicativo in sede di presentazione è stata anticipata l’ipotesi di un prezzo che sta nella forchetta 65-75 Euro/MWh.

Lo sconto finisce in bolletta (insieme allo sconto concesso anche sulle garanzie richieste), per oltre 800milioni.

Una cifra che potrebbe comunque essere inferiore a quello già pagato nel 2023 sempre agli energivori che aveva raggiunto la cifra di 1100 miliardi.

L’interesse è evidente, ma non riguarda solo la quota di energia a basso prezzo che ciascuna impresa potrà ottenere, che rappresenta comunque una percentuale dei loro consumi totali.

Più in generale, indica che se potessimo contare su più rinnovabili potremmo avere anche un prezzo all’ingrosso inferiore e minore bisogno di colmare la differenza tra i nostri prezzi e quelli dei nostri competitor europei gravando sui consumatori non energivori: nel confronto con la Germania, i nostri prezzi sono stati ancora nel 2024 anche per il 50% superiori, con la Spagna e la Francia per oltre il 40%.

È un riflesso anche del maggior costo del gas che giunge in Italia, oltre che forse da altri fattori che forse andrebbero più indagati.

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