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Le catastrofi non hanno ancora una rete assicurativa di sostegno | Lo scenario

Nei giorni scorsi, racconta chi lavora nelle assicurazioni, è stato molto impegnativo rispondere alle centinaia di richieste di clienti danneggiati dai violenti nubifragi che hanno colpito Milano e d’intorni tra auto distrutte da alberi caduti, capannoni industriali scoperchiati o impianti fotovoltaici fuori uso per le grandinate.

Il Paese, scrive MF-Milano Finanza, si è riscoperto ancora una volta fragile e senza una protezione assicurativa, con il governo costretto a stanziare risorse straordinarie.

Se complessivamente nel mondo, come rilevato da Swiss Re, nel 2022 ci sono state 275 miliardi di perdite legate alle catastrofi naturali, di cui 125 milioni coperte da polizze assicurative, in Italia la quota intercettata dal settore assicurativo è decisamente più bassa.

Solo il 16% dei veicoli circolanti nel Paese è assicurata contro gli eventi atmosferici con una protezione aggiuntiva rispetto all’RcAuto obbligatoria.

“Il nostro Paese si distingue per una gestione dei danni relativi a calamità naturali che si basa sull’intervento ex-post da parte dello Stato”, hanno sottolineato da Ania in un report dettagliato che l’associazione delle assicurazioni ha dedicato alle catastrofi.

Emerge così che l’85,2% delle polizze incendio sottoscritte dalle imprese in Italia non ha alcuna estensione per le coperture legate alle catastrofi e che le abitazioni assicurate contro questi eventi sono il 5,3%, pari a 1,3 milioni di case, nonostante oltre l’80% delle abitazioni nel Paese sia esposto ad un livello di rischio medio-alto per sisma, frane o alluvioni.

Se nel nord e centro Italia la percentuale di coperture è più alta, la penetrazione più bassa di coperture assicurative contro le catastrofi si registra nel sud Italia e tra le micro-imprese.

L’agevolazione non basta.

Un’accelerazione c’è stata sul fronte delle abitazioni, dopo che la legge 205 del 2017 ha previsto agevolazioni fiscali per chi stipula tali coperture per la propria casa a partire dal 2018.

Limitando l’osservazione alle polizze con estensione alle calamità naturali sottoscritte dal 2018 al marzo 2013 emerge infatti che rappresentano oltre l’80% di quelle attive.

Le agevolazioni fiscali stanno quindi producendo effetti positivo anche se, evidentemente, non bastano.

“Aumentare la diffusione di questi prodotti potrebbe contribuire a ridurre i prezzi”, osserva il presidente di Aiba, l’associazione dei broker, Flavio Sestilli, aggiungendo che “per ora, a pochi giorni dagli ultimi eventi, non si stanno però registrando incrementi tariffari”.

Il governo cerca soluzioni.

L’esecutivo, questa volta, sembra seriamente intenzionato a chiamare in campo anche le compagnie di assicurazioni per affrontare queste emergenze con la premier Giorgia Meloni che nei giorni scorsi ha anche parlato di un piano di prevenzione idro-geologica.

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