Marcello Sorgi sulla Stampa commenta l’esito del voto alle amministrative: “Si sa – scrive l’editorialista – ogni test locale, per quanto esteso – e questo, sulla carta, coinvolgeva oltre dieci milioni di elettori, anche se domenica e ieri se ne sono presentati molti di meno – vale fino a un certo punto per disegnare un nuovo quadro nazionale.
Ma una tendenza, a otto mesi dalla vittoria del destra-centro, quella sì: il consenso alla coalizione di governo guidata da Meloni, non solo è ancora molto forte, ma se possibile s’è accresciuto.
E, con la sola eccezione di Vicenza, la sconfitta del centrosinistra, in tutte le versioni in cui s’è presentato, è perfino più cocente di quella di settembre 2022.
La spiegazione di tutto ciò è chiara ed è una sola: le opposizioni non sono riuscite in questo periodo a costruire un’alternativa credibile, né ci hanno provato.
L’illusione del Pd di contrapporre Schlein, con il suo notevole tasso di novità, alla prima donna premier – sottolinea – s’è rivelata artificiosa.
Anche in caso di dubbi, gli elettori, quei pochi che vanno a votare, preferendo esprimersi nelle urne piuttosto che nell’astensione, se cambiano, cambiano all’interno del centrodestra.
Nel dettaglio, nella sfida di Ancona, il centrosinistra è stato battuto dove tentava di mantenere l’amministrazione per cambiare di segno la regione già passata al centrodestra.
La premier Meloni aveva accettato la sfida, andando lì a chiudere la campagna elettorale, e ha vinto la scommessa.
Si dirà che in Italia soffia lo stesso vento che in Europa e fuori – lo dimostrano i risultati delle elezioni in Spagna e in Turchia – spira vigorosamente nelle vele della destra di governo, e non solo di quella estrema e xenofoba che aveva già fatto suonare un campanello d’allarme negli anni scorsi.
È possibile.
Ma c’è qualcosa di caratteristico, nazionale e locale, in ciò che sta accadendo nel nostro Paese: dopo un quarto di secolo, bene o male, di bipolarismo e alternanza di governo, in cui le due coalizioni di centrodestra e centrosinistra si erano date il cambio, da Palazzo Chigi alle Regioni e alle città, la destra vince malgrado tutti i suoi limiti e difetti, correggendoli oppure no.
Mentre – conclude -la sinistra gioca per perdere.
E ci riesce benissimo”.
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