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L’atlantista piangente | L’analisi di Marco Travaglio

Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano attacca quello che definisce ‘l’atlantista piangente’: “In principio c’era l’atlantista vanaglorioso, tipo Rampini, che ringrazia l’Occidente di tutti i crimini e i disastri che ha seminato nel mondo.

C’era l’atlantista fantasy, tipo Severgnini, che raccontava come Putin senza la Nato sarebbe già a Lisbona (o a Rimini: variante Di Bella).

C’era l’atlantista trionfalista, tipo Parsi, che da due anni e mezzo narra le travolgenti vittorie di Ucraina+Nato sul campo di battaglia, dove nessuno ne ha mai vista una.

C’era l’atlantista da lista, tipo Riotta, che addita immaginari nemici dell’Occidente al soldo di Putin.

C’era l’atlantista complottista, tipo Crosetto o Fubini, che vedeva Putin e i Wagner anche sotto il suo letto.

Ora c’è una nuova sfumatura di Nato: l’atlantista piangente.

Tipo il direttore del Corriere che ribalta il doppio standard usato dall’Occidente sulle guerre impunite di Netanyahu e su quelle punitissime di Putin: ‘Perché tanto odio per Israele e tanta comprensione per Putin?’.

Par di sognare: Putin – ricorda Travaglio – è sotto sanzioni dal 2014, quando violò il diritto internazionale per riprendersi senza colpo ferire la Crimea, da sempre russa.

Sanzioni centuplicate quando violò il diritto internazionale nel 2022 per invadere l’Ucraina e prendersi le regioni russofone che i governi nati da un’altra violazione del diritto internazionale –il golpe bianco-nero di Euromaidan per rovesciare un presidente eletto, ma inviso a Nato e Ue –bombardavano da otto anni.

Da 31 mesi Nato e Ue armano Kiev (che non è né Nato né Ue) non solo per aiutarla a difendersi, ma anche per ‘sconfiggere la Russia’ senza neppure dichiararle guerra.

E ora, salvo rare eccezioni, la autorizzano a invadere e bombardare la Russia con i loro missili.

Chiudono gli occhi sulle sue attività terroristiche in Germania, Russia, Africa e persino Ucraina.

E applaudono se la Corte dell’Aja spicca un mandato di cattura contro Putin, ma strillano se il procuratore lo chiede per Netanyahu (senza per ora ottenerlo) su crimini di guerra molto più gravi di quelli di Putin.

L’atlantista piangente fa il finto tonto: perché i civili ‘morti il 7 ottobre e in Ucraina contano molto meno per tanti presunti democratici’?

Ma non è che contano molto meno: è che sono molti meno, sia in proporzione sia in termini assoluti.

E poi chi manifesta in Occidente lo fa perché contesta la politica dei suoi governi, incoerenti con i principi che professano.

Dai terroristi e dagli autocrati – conclude – non si aspetta che diventino buoni per le sue proteste: lo spera da quelli che si spacciano per buoni quando gli chiedono il voto”.

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