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L’annuncio dell’Agcom: con le riorganizzazioni delle tlc persi oltre 8.600 addetti tra il 2018 e il 2022 | L’analisi

I processi di riorganizzazione aziendale che hanno interessato, alcuni tra i principali operatori storici come Tim, Vodafone, Wind Tre, Tiscali-Linkem, hanno portato a un taglio di oltre 8.600 addetti nel periodo 2018-2022.

È questa la fotografia scattata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) nel Focus bilanci 2018-2022 che raccoglie e analizza i dati relativi a oltre 120 tra le principali imprese operanti nei settori delle comunicazioni elettroniche, dei servizi di corrispondenza e consegna pacchi, del settore televisivo e dell’editoria quotidiana e periodica.

IN CONTROTENDENZA ILIAD, OPEN FIBER, EOLO E FASTWEB

Allo stesso tempo, la progressiva infrastrutturazione e la crescita degli operatori che più di recente sono entrati sul mercato, sia nel segmento retail sia in quello wholesale, hanno attenuato tale tendenza.

Iliad e Open Fiber hanno complessivamente superato a fine 2022 i 2.200 addetti (erano poco più di 1.000 nel 2018), Eolo e Fastweb nello stesso periodo hanno incrementato l’organico rispettivamente di circa 260 e 530 unità, mentre gli altri operatori di piccole e medie dimensioni (oltre 40) hanno aumentato i livelli occupazionali di circa 560 addetti.

PER AMAZON OLTRE 1,2 MLD INTROITI DA PACCHI IN ITALIA IN 2018-22

I ricavi del 2022 per i servizi di corrispondenza, consegna pacchi e stampa/imbustamento sono stati 12,4 miliardi (+3,8% rispetto al 2021).

Tra il 2018 ed il 2022 i ricavi attribuibili ai servizi di corrispondenza sono scesi da 2,9 a 2,3 miliardi (-19,6%), mentre le risorse derivanti da servizi offerti dai principali corrieri espresso – che sono composte prevalentemente da quelle relative ai servizi di consegna pacchi – sono cresciute di oltre 3,7 miliardi, passando da 6,1 a 9,9 miliardi (+61%).

C’è un particolare dinamismo di Amazon Italia Transport, i cui introiti tra il 2018 ed il 2022 sono passati da 220 milioni ad oltre 1,2 miliardi.

OLTRE 200 MLN INVESTIMENTI DI AMAZON ITALIA TRANSPORT IN 2018-22

Sono raddoppiati gli investimenti effettuati dai principali corrieri, tra il 2018 il 2022, passando da circa 100 ad oltre 200 milioni, grazie soprattutto ad Amazon Italia Transport, arrivando a rappresentare oltre il 20% degli investimenti complessivi del settore.

PERSI 8.100 ADDETTI, PESA RIORGANIZZAZIONE DI POSTE ITALIANE, BENE AMAZON

Gli addetti (oltre 127.000 a fine periodo) risultano in flessione di circa 8.100 unità rispetto al 2018; la, riduzione è dovuta principalmente ai processi riorganizzativi del Gruppo Poste, anche se nel 2022 lo stesso Gruppo ha aumentato gli organici di 2.600 unità rispetto all’anno precedente.

Gli organici diretti delle altre imprese aumentano nell’intero periodo di oltre 5.100 unità, in virtù anche di processi di riorganizzazione e di un maggiore radicamento nel territorio nazionale con la creazione, ad esempio, di hub logistici.

In crescita Amazon Italia Transport che a fine 2022 aumenta di oltre 800 unità rispetto al 2021.

TV: -17,3% RICAVI IN 2018-22, ADDETTI CALANO A 21.000

I ricavi registrati nel 2022 dalle principali imprese operanti nel settore delle televisioni, al netto dei principali player presenti nell’offerta di servizi video in streaming, tra cui Netflix, Dazn, Prime Video e Disney+, sono calati del 7,8% rispetto al 2021 e del 17,3% rispetto al 2018.

Per Rai, Mediaset e Sky Italia i ricavi complessivi nel periodo considerato sono passati 8,13 a 6,74 miliardi (-17,2%), con dinamiche differenti: le risorse derivanti dal canone Rai risultano sostanzialmente stabili (annualmente intorno agli 1,8 miliardi), gli introiti da pubblicità nel 2022 segnano una riduzione dell’8,6% rispetto al 2018.

I ricavi pubblicitari della concessionaria pubblica mostrano nel 2022 una flessione del 5,8% su base annua, ma risultano leggermente superiori rispetto al 2018 (+1,8%).

Mediaset, su base annua, flette in misura più contenuta (-2,4%), ma registra una riduzione superiore (-8,3%) con riferimento ad inizio periodo.

Particolarmente penalizzata dalla concorrenza dello streaming è risultata la componente pay (-41,7%) passata nel periodo da quasi 3 a poco più di 1,7 miliardi.

I ricavi di Sky si sono ridotti del 19,5% nel 2022 su base annua e di circa il 30% rispetto al 2018.

Gli addetti complessivi delle imprese analizzate diminuiscono di circa 280 unità rispetto al 2018, attestandosi a poco meno di 21.000 addetti a fine 2022 (valore in flessione dello 0,9% rispetto ai livelli occupazionali del 2021).

EDITORIA: -8,2% RICAVI 2018-22, PERSI 1.500 ADDETTI

I ricavi complessivi registrati dalle principali imprese editoriali nel 2022 sono stati pari a 4,24 miliardi, in crescita del 6% su base annua ma in flessione dell’8,2% rispetto al 2018.

Nel 2022 il valore del mercato italiano ha visto una crescita dell’2% su base annua e una flessione del 7,4% da inizio periodo.

Nel 2022 i ricavi editoriali e quelli da vendita di spazi pubblicitari rappresentavano rispettivamente il 36,5% ed il 29,7% dei ricavi complessivi.

I primi hanno registrato una flessione del 6,1% su base annua, ma del 25,8% rispetto al 2018, mentre le risorse pubblicitarie hanno mostrato riduzioni di minore intensità (-2,6% su base annua e -12,5% rispetto ad inizio periodo).

Con riferimento al 2022, rispetto all’esercizio precedente, il margine netto è passato dal +3,7% al +7,7%, determinato dall’aumento della marginalità netta di alcune imprese (ad esempio, Panini vede crescere l’Ebit dal 7,9% al 25,3% dei ricavi, soprattutto per l’apporto delle attività estere) e in parte ad una complessiva riduzione del costo del lavoro (-3,5%), fatta registrare in particolare da Condè Nast (-27,8%), Hearst (-48,4%) e Sole 24 Ore (-17,3%).

Gli addetti del settore si sono ridotti di oltre 1.500 unità (-10,9%), passando da un totale di poco inferiore a 14.300 nel 2018 a poco più di 12.700 nel 2022 e con una flessione (maggiormente contenuta rispetto agli anni precedenti) di circa 190 unità rispetto al 2021.

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