Nessuna modifica alla tempistica relativa alla scadenza del Pnrr nel 2026. Lo ha ribadito durante un’audizione davanti alla Commissione Bilancio del Senato il ministro agli Affari europei e del Pnrr, Raffaele Fitto, precisando che la scadenza per la realizzazione del Piano “è quella. La Commissione non lascia intendere modifiche, quindi noi dobbiamo lavorare per questa scadenza. Questo è il riferimento”.
“Giugno 2026”, ha precisato, “è dietro l’angolo per cui oggi è doveroso da parte del governo avere un orizzonte e capire cosa succede, non alla scadenza del 30 giugno di quest’anno di 27 obiettivi, ma complessivamente, perché abbiamo bisogno di mettere a supporto della programmazione degli strumenti per accelerare, semplificare, spendere e avere strutture in grado di supportare tutto questo”. Sul Pnrr, ha aggiunto Fitto, “non c’e’ nessun accentramento, su questo voglio essere molto chiaro, c’e’ una riorganizzazione, anche nei numeri”.
Fitto ha spiegato che il governo ha scelto di “mettere insieme tre diverse strutture in una unica, direi rafforzata. E’ una nuova governance per rispondere a un quadro complesso e per dare seguito a una scelta di governo diverso da quello precedente, perche’ prima non c’era un ministro delegato”. “Io credo ci sia bisogno di una struttura solida per accompagnare tutta la fase di attuazione”, ha continuato il ministro.
Il decreto, ha messo in evidenza, non e’ di una parte, “ma dovrebbe essere un provvedimento sul quale avere tutti insieme un confronto utile e positivo perche’ e’ in gioco l’interesse del Paese. Qui siamo di fronte a dei dati e dei problemi oggettivi cui dobbiamo dare risposte. Quindi il mio appello in sede di discussione e’ di rimanere fedeli ai contenuti del decreto”.
Fitto ha quindi chiesto “di confermare e migliorare ove possibile il tema delle integrazioni e delle modifiche nella parte della semplificazione, una parte importante e frutto di un confronto che continua. Su questo qualsiasi suggerimento e’ il benvenuto perche’ puo’ essere migliorativo, integrativo e utile”.
Il ministro ha poi sottolineato l’esigenza di mantenere aperto un livello di “confronto importante con tutti gli attori e la cabina di regia, anziche’ essere un luogo dove prendere atto della relazione semestrale e basta, deve essere proprio questo: un luogo di confronto, per avere un quadro delle necessita’, sia generali che settoriali”. La questione “è complessa senza dubbio, ma che meriti una risposta per superare le difficolta’ oggettive e’ altrettato indubbio”, ha concluso.








