Secondo quanto stabilito dall’Autorità Anticorruzione, è giusto che un’amministrazione pubblica a escluda dalla gara di appalto delle opere del Pnrr le ditte che non si impegnano ad assicurare le quote di occupazione femminile e giovanile stabilite dal decreto Semplificazioni e il vincolo non è sanabile successivamente «mediante soccorso istruttorio». La decisione è avvenuta in risposta a un parere di precontenzioso richiesto da una società esclusa dai lavori di adeguamento sismico e di sicurezza della scuola Rodari di Firenze. I lavori, con importo a base di gara di 233mila euro, prevedevano l’obbligo ai partecipanti di dichiarare il proprio impegno al rispetto delle quote di assunzione giovanile e femminile.
«Trattandosi di investimenti pubblici finanziati, in tutto o in parte, con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza o del Piano Nazionale per gli investimenti Complementari», scrive l’Anac, «sono esclusi dalla gara gli operatori economici che non assumano l’obbligo di salvaguardare, in caso di aggiudicazione del contratto e con riferimento alle assunzioni necessarie per l’esecuzione del contratto o per la realizzazione di attività ad esso connesse o strumentali, una quota pari al 30 per cento di occupazione giovanile e una quota pari al 15 per cento di occupazione femminile».








