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[L’analisi] La stampa estera: «Disastro Italia per colpa dei politici. Mattarella guardrail»

La rielezione di Sergio Mattarella “rafforza la stabilità italiana a breve termine” ed è un “riconoscimento” per lo stesso presidente della Repubblica, ma “riflette anche il fallimento dei deboli e divisi partiti italiani”.

A scriverlo è il Washington Post, in un lungo articolo dedicato alla rielezione del “riluttante” Mattarella, in cui il quotidiano s’interroga sulla stabilità a lungo termine dell’Italia. Durante il suo settennato, Mattarella ha usato diverse volte i suoi poteri “per evitare il deragliamento della democrazia” e ha infine nominato Mario Draghi, che ha dimostrato “una mano salda” nella guida del governo .

Tuttavia, scrive il giornale, “gli analisti notano che un paese che dipende solo da due figure non è dopotutto così stabile e che i negoziati per scegliere il successore di Mattarella hanno sottolineato le fratture”.

E “le divisioni venute allo scoperto questa settimana renderanno più difficile governare il paese” fino alle elezioni del 2023. “Gli analisti ritengono che la figura più danneggiata da questa settimana” sarà il leader della Lega Matteo Salvini, scrive ancora il Post. 

La notizia della rielezione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella appare nelle homepage di tutte le principali testate internazionali, anche se non fra le prime notizie in apertura. Tutti sottolineano una scelta nel segno della stabilità dopo una settimana di caos e divisioni fra i partiti politici e qualcuno cita lo stesso Mattarella che ha accettato “nell’interesse della nazione”, ricordandone l’età e la precedente dichiarata intenzione di ritirarsi.

Il New York Times lo definisce il “guardrail” della “oscillante” democrazia italiana. In Francia, dove il presidente Macron è stato fra i primissimi a congratularsi ieri sera, Le Figaro ricorda che la rielezione “permetterà di assicurare la stabilità del tandem Mattarella -Draghi che gestisce da un anno il risanamento del Paese”, mentre Le Monde cita “l’interesse della nazione” e si chiede retoricamente se “sarebbe stato meglio continuare il gioco al massacro o prendere atto dello stallo e cercare una via di uscita anche a costo di una leggera stortatura alla logica istituzionale? E’ servito un venerdì disastroso perché i leader delle principali forze politiche si arrendessero all’evidenza e chiedessero al presidente uscente di restare al Quirinale”.

Mentre per il Wall Street Journal “l’Italia sceglie di mantenere gli stessi leader, evitando il caos politico. La frammentata classe politica italiana rielegge Sergio Mattarella come capo dello stato e mantiene Mario Draghi come capo del governo dopo una settimana di disordine”.

“Bisogna fare uno sforzo speciale per far apparire i politici della Prima repubblica in buona luce, ma la scorsa settimana i politici della Seconda ci sono riusciti”. Parte da questo commento caustico l’analisi del Financial Times sul voto per il Quirinale, commento intitolato “Una classe politica egoista evita il disastro all’ultimo minuto”, vale a dire “il collasso del governo riformista di Mario Draghi”. “Ma lascia gravi dubbi – scrive l’editorialista Tony Barber – sulla capacità dei politici di professione italiani di fare appello a un più alto senso di responsabilità mentre il Paese si trova in una fase critica del suo sviluppo”.

“Sempre di più – sottolinea il quotidiano britannico, denunciando “le deplorevoli lacune” dei partiti della Seconda repubblica, che si tratti di quelli relativamente più vecchi come la Lega o di quelli relativamente nuovi come il M5S – la democrazia italiana deve contare per la leadership e la stabilità sul talento e la maturità di figure non politiche come Draghi, chiamate a calmare le acque perché i politici non sono in grado di farlo loro”. E allora “i partner Ue e i mercati finanziari saranno sollevati al pensiero che, per i prossimi 12 mesi, Draghi sarà nella posizione di consolidare le riforme che ha perseguito sin da quando è diventato premier un anno fa”. 

L’analisi dell’Ft si conclude parlando di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, che sta “seguendo un cammino distinto” da quello di tutti gli altri. Fdi è “l’unico partito ad aver rifiutato di entrare nel governo Draghi e i sondaggi mostrano che al momento è il partito più popolare a destra: l’Italia potrebbe essere ad appena un anno dal decidere se avere il primo premier della destra radicale del dopoguerra”, chiosa.

Associato all’analisi anche un articolo del quotidiano, intitolato: “Draghi guadagna tempo per il rinnovamento politico dopo la rielezione di Mattarella”. Il prolungamento del mandato del capo dello Stato uscente, si sottolinea, “offre adesso a Roma la prospettiva di continuità e stabilità, lasciando Draghi, che è considerato uno dei potenziali e più credibili successore di Mattarella, libero di andare avanti con le riforme richieste” dal Next generation Eu.

Sempre Regno Unito, il Guardian parla nel titolo delle “profonde divisioni” emerse durante un “farsesco processo di voto parlamentare” e ricorda che “l’ottantenne non voleva un nuovo mandato ma e’ stato convinto a restare”, mentre la Bbc ricorda che ha accettato per “senso di responsabilità”, parlando di “votazioni spesso tese” nei giorni precedenti.

La rielezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica italiana ha risolto lo stallo venutosi a creare tra le forze politiche, hanno sottolineato anche i media cinesi. La sua candidatura – ha riportato ad esempio la Cgtn, il canale in lingua inglese del network statale Cctv – è emersa in modo prominente al termine di una settimana tesa in cui i due principali blocchi – centrosinistra e centrodestra – non sono riusciti a concordare una diversa soluzione comune.

Di conseguenza, dopo sette turni di votazione con risultati inconcludenti e con “profonde fratture all’interno di entrambe le coalizioni”, i vertici dei maggiori partiti di centrodestra e centrosinistra “hanno riconosciuto lo stallo e hanno concordato un possibile secondo mandato di Mattarella: una richiesta diretta è stata fatta al presidente da tutti i partiti”, ha ricordato la Cgtn, che nei giorni scorsi aveva sottolineato la complessità della situazione dai risvolti imprevedibili.

L’agenzia ufficiale Xinhua, invece, ha riferito che, dopo un breve colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, Mattarella si è reso disponibile per un secondo mandato, consentendo anche allo stesso premier di gettare le basi per portare avanti la sua azione di governo. 

Il tedesco Spiegel, che come molti in Germania faceva il tifo per Draghi al Quirinale, definisce le elezioni presidenziali “un teatro dell’assurdo”. “Per giorni – si legge nel sito del settimanale di Amburgo – hanno giocato d’azzardo e litigato. Ma ora tutto è rimasto come prima, con Sergio Mattarella. Al primo ministro Mario Draghi non e’ stato permesso di diventare capo di stato”.

Lo spagnolo El Pais ricorda che “i partiti non hanno trovato soluzioni all’abisso istituzionale” mentre El Mundo spiega che “non sono riusciti ad accordarsi e si sono rassegnati a lasciare tutto immutato fino alle prossime elezioni”. Il giornale online Politico.Eu dice che “il primo ministro Mario Draghi e i partiti di governo hanno chiesto a Mattarella di rimanere per rompere una settimana di stallo politico”.

Secondo l’Irish Times “Sergio Mattarella (80) avrebbe voluto lasciare il suo ruolo ma i leader politici non sono riusciti a trovare un accordo sul successore”. Il South China morning post dice che “ha accettato dopo che i partiti non sono riusciti a trovare un candidato alternativo reciprocamente accettabile in una settimana di voto difficile in Parlamento”, mentre il russo Kommersant evidenzia che il presidente “avrebbe dovuto lasciare il suo incarico il 3 febbraio, ma, a causa delle possibili conseguenze per la stabilità politica del Paese, ha accettato di candidarsi per un secondo mandato dopo che i partiti della coalizione gli hanno chiesto di riconsiderare la sua decisione di dimettersi”.

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