Un autunno caldissimo che sa ancora di estate, tra maniche corte e qualche persona più coraggiosa che trascina ancora sull’asfalto dei marciapiedi il flipflap dell’infradito. Alessandria in Piemonte calda come Alessandria d’Egitto; e succede anche a Bologna, ad Agadir, a Trieste, a Tunisi e a Vercelli. Il sindaco di Milano ha rinviato di settimana in settimana il via libera all’accensione delle caldaie di riscaldamento — la data ora è il 3 novembre — e l’aria della pianura padana impestata non ancora dai fumi liberati dal comignoli bensì dal sommarsi di allevamenti e lavorazioni agricole con il sole, i cui raggi diretti trasformano in polveri fini i composti dell’azoto.
Lo rivela un’inchiesta del Sole 24 Ore.
“La Snam ci dà il numero chiave, la cifra rivelatrice: a caldaie spente, nei primi 23 giorni di ottobre le famiglie italiane hanno consumato 572 milioni di metri cubi di gas in meno, il 41% di metano in meno“.
Le indicazioni
I modelli di previsione dicono che il clima rimarrà così ancora nei prossimi giorni; fresco atteso a metà novembre mente per gli usi civili, cioè le famiglie, le case, i negozi e così via.
Se si sommano anche gli usi industriali e il gas bruciato dalle centrali elettriche per produrre corrente dal i° al 23 di ottobre, ultimo giorno di cui sono disponibili i dati, in ottobre l’Italia ha usato in tutto 3,1 miliardi di metri cubi di metano, il 25% in meno rispetto ai primi 23 giorni dell’ottobre 2021.
Un quarto in meno, netto. Il clima mite, coni suoi danni all’agricoltura e una siccità preoccupante che Interessa tutti i fiumi e bacini del Nord Italia, mantiene spenti anche gli apparecchi elettrici per riscaldare. In cifre, Terna ha rilevato dal 1° al 26 ottobre una riduzione dei consumi elettrici del -5,7% rispetto a un anno fa. Il risparmio significa meno consumi, meno emissioni di fumi e di anidride carbonica, ma significa anche meno spese.
Una stima dell’Ispi, ancora provvisoria ai primi 20 giorni di ottobre, dice che in gas abbiamo risparmiato 800 milioni di euro.
Se si tentasse un’estrapolazione per tutto il mese d’ottobre, la spesa evitata dagli italiani per intiepidire le case con il metano potrebbe aggirarsi attorno al miliardo; un risparmio approssimato nell’ordine di 1,4 miliardi se al solo riscaldamento si sommano il calo complessivo della domanda anche industriale e le quotazioni più sobrie del metano.
“Insomma, il clima estivo con le sue ricadute dannose sulle produzioni agroalimentari e il rallentamento economico stanno quantomeno portando un allentamento dello shock energetico” prosegue nella sua analisi Il Sole 24 Ore.
Gas russo a zero
“Nel dettaglio, c’è un indicatore per misurare l’andamento dei consumi di gas: la conduttura che dovrebbe importare il metano dalla Russia. Dovrebbe, modo condizionale. Perché non solamente la tubatura dalla Russia l’altro giorno non importava gas russo, ma addirittura esportava verso l’Austria il metano che l’Italia non brucia. Ecco i numeri. L’anno scorso il giorno 26 ottobre attraverso dalla tubazione del Tarvisio abbiamo importato 75 milioni di metri cubi di gas russo. Quest’anno il giorno 26 ottobre abbiamo importato o (in lettere: zero) e abbiamo esportato 5,5 milioni di metri cubi. Nel sanzionare Putin, il clima caldo è molto più efficace di Bruxelles”.
Ancora una settimana
Da Venezia i meteorologi dell’Arpa Veneto avvisano: «Le temperature si manterranno ancora ben sopra la norma e il mese di ottobre di quest’anno risulterà molto probabilmente il più caldo mai registrato sulla nostra regione». I meteorologi dell’Arpa Emilia-Romagna dicono che il 26 ottobre la temperatura media regionale era 17,7 °C, «superiore al massimo storico 1991-2020» fra 14 gradi medi del 26 ottobre 2003 e i 16,9 del 26 ottobre 2016. L’Osservatorio di Brera, in centro a Milano, rileva in questi giorni fra i 6e gli 8 gradi sopra la media del periodo.
«In genere, dall’80 a oggi nell’ultima decade di ottobre si registrano massime sui 17 gradi e oggi ne abbiamo 25 — commenta Michele Cicoria, meteorologo dell’Arpa Lombardia. — I modelli di previsione ci dicono che il clima rimarrà così ancora nei prossimi giorni; comincerà a rinfrescare solamente quando il cielo si coprirà di nuvole e ci saranno le piogge probabilmente nel prossimo finesettimana». E quando il novembre 2022 tornerà ad assomigliare agli altri novembri? Risponde il meteorologo: «Con ogni probabilità a partire dalla metà del mese». Dal meteo, ai consumi di energia.
Il dolce autunno 2022
I dati della Snam sul prelievo di gas dei principali settori di consumo per il periodo che va dal 1° agosto al 23 ottobre degli anni 2021e 2022 mostrano che nel 2022 si registra una riduzione della domanda del 15% rispetto allo stesso periodo del 2021. Qualche misura di dettaglio. Per il segmento industriale, la riduzione media dei prelievi è pari al -23% con una riduzione che si è accentuata dopo la ripresa autunnale. Per il settore termoelettrico, la riduzione media dei prelievi è pari a -9% principalmente legata alla massimizzazione dei consumi di carbone.
Nel settore delle reti di distribuzione — cioè il metano che la Snam dà alle aziende del gas per i consumi locali di famiglie e piccole imprese — la riduzione media dei prelievi è pari-22%. L’analisi mensile mostra che la riduzione maggiore si osserva nel mese di ottobre, mese in cui in genere si avvia la stagione di riscaldamento, con -41%. Dopo le percentuali di variazione, ecco i numeri assoluti. Informa la Snam che nel solo mese di ottobre (fino al giorno 23) l’Italia ha consumato 3,1 miliardi di metri cubi di gas, di cm 809 milioni di domanda civile e domestica. Nell’ottobre 2021, un anno fa, l’Italia aveva usato 4,2 miliardi di metri cubi, di cui 1,38 di fabbisogno civile e delle famiglie.
Meno corrente elettrica
Hanno bisogno di pompare meno calore anche scaldabagni elettrici, termoconvettori e stufette a resistenza: informa Tema, la spa dell’alta tensione, che secondo i dati del Transparency report i consumi elettrici italiani dal 1° al 26 ottobre sono inferiori del 5,4% rispetto alla media del periodo 1-26 ottobre degli ultimi 5 anni (2017-2021) e inferiori del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il calo di domanda, ovviamente, ha anche altre origini, non meno importanti, come la produzione industriale.
Gli esperti dell’Ispi
L’Istituto di studi di politica internazionale segue con attenzione anche le dinamiche del mercato del gas e ne ha tratto alcune indicazioni. «Grazie a un ottobre caldissimo, in Italia i consumi di gas per domestico, uffici e servizi sono rimasti piatti. Sul mese potremmo arrivare a risparmiare 0,65 miliardi di metri cubi. Tradotto: minori spese per i consumatori per 80o milioni di euro», commentava giorni fa Matteo Villa, ricercatore capo del DataLab dell’Ispi. A parere dell’Ispi, i consumi di metano per riscaldamento — poco sensibili alle variazioni di prezzo — compongono ben i155-60% della domanda di gas italiana in autunno e in inverno.
Consumi di gas
Per Snam a caldaie spente, nei primi 23 giorni di ottobre le famiglie italiane hanno consumato 572 milioni di metri cubi di gas in meno, il 41% di metano in meno solamente per gli usi civili Consumi a confronto -5,7% Consumi di Corrente Terna ha rilevato dal 1° al 26 ottobre una riduzione dei consumi elettrici in flessione del 5,7% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.
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