Le iniziative del governo hanno portato ad un “netto superamento della legge del 2012, aumentando il modello da 150mila a 160mila militari, ma servono altri passi in questa direzione, visti i vari fronti in cui siamo impegnati, dal Medio Oriente al fianco Est della Nato al Mediterraneo allargato all’operazione Strade sicure in Italia: c’è bisogno di almeno altre 10mila unità aggiuntive in futuro”.
Lo ha detto il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, in audizione alle commissioni congiunte 3/a del Senato e 4/a della Camera.
L’ammiraglio ha poi ricordato che l’obiettivo del 2% del Pil destinato alle spese per la Difesa dovrebbe essere raggiunto nel 2028, passando dai 27,7 miliardi del 2023 a 42 miliardi nel 2028, con un aumento di 15 miliardi in 5 anni.
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