Secondo Moody’s, tra i Paesi finiti sotto osservazione l’Italia è l’unico a rischiare di perdere il giudizio investment grade.
Ieri l’agenzia di rating l’ha certificato nero su bianco in un report dedicato ai fallen angels, gli angeli (i Paesi) caduti a livello high yield o junk (alto rendimento, spazzatura) e alla loro difficoltà nel tornare nelle acque calme dell’investment grade agli occhi della comunità internazionale degli investitori.
Il documento, scrive MF-Milano Finanza, segue il report di Goldman Sachs che consiglia di vendere allo scoperto i Btp.
Nello studio, in cui viene esaminato il modo con cui i Paesi hanno affrontato le bocciature al livello di spazzatura negli ultimi trent’anni, Moody’s scrive che la terza maggiore economia della zona euro, l’Italia, è candidata per un taglio.
Anche se l’agenzia, la stessa che effettuò nel luglio del 2012 un downgrade sempre sul nostro Paese a mercati aperti con l’allora premier Mario Monti, non chiarisce con quale probabilità questo potrebbe accadere.
La prossima valutazione del credito sulla penisola da parte di Moody’s è prevista per il 19 maggio.
Oggi il rating è Baa3, un solo gradino sopra il livello high yield.
L’outlook è negativo da agosto 2022, una valutazione pessimistica del Paese guidato dalla premier Giorgia Meloni entrata in carica sei mesi fa.
Al contrario, S&P Global Ratings la scorsa settimana ha confermato la propria visione dell’Italia a un livello superiore, BBB con prospettiva stabile.
Fitch Ratings ha una posizione simile.
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