L’articolo 32 della nostra Costituzione parla chiaro, afferma su Repubblica Linda Laura Sabbadini: la salute è un diritto per tutti.
La legge del 1978 che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), invidiataci da tutto il mondo, è altrettanto nitida al riguardo.
Identifica tre principi fondamentali su cui si basa il Ssn: universalità, eguaglianza, equità.
Universalità, perché la salute è vista come una risorsa per tutta la comunità e non semplicemente come un bene individuale.
Eguaglianza, perché tutti devono poter accedere ai servizi, indipendentemente dal proprio status socioeconomico.
Equità, perché a eguali bisogni deve corrispondere parità di accesso.
Per rendere realmente fruibile il diritto alla salute il Ssn ha attivato il circuito prevenzione-cura-riabilitazione.
Ma la tutela della salute pubblica è messa a dura prova, solo quattro anni dopo quella pandemia terribile, che aveva evidenziato le gravi conseguenze a cui si è andati incontro in seguito al disinvestimento continuo sulla Sanità.
Oggi alcune scelte da parte governativa contribuiscono a intaccare fortemente il diritto alla salute: la bassa percentuale di spesa sanitaria sul Pil prevista per il triennio, il decreto sulle liste di attesa che favorisce il settore privato e non risolve strutturalmente il problema nel pubblico, il mancato finanziamento della legge sulla non autosufficienza, l’Autonomia differenziata, la mancata assunzione di medici e soprattutto infermieri nel settore pubblico, fortemente penalizzati per l’eccessivo sovraccarico di lavoro e stress.
Con queste scelte si colpiscono tutti i cittadini, ma in particolare i più fragili, i meno tutelati, con un più basso titolo di studio, ed estrazione sociale, che vivono nel Mezzogiorno del nostro Paese, che non hanno le risorse per ricorrere al settore privato per curarsi.
E sì, perché è noto dalle ricerche e dai dati Istat.
I più disagiati si ammalano prima e di più, vivono meno a lungo, hanno maggiori rischi di disabilità, non autosufficienza, multicronicità, mortalità per diverse cause, minore e più tardivo accesso alla prevenzione e alla cura.
Soprattutto nel Sud del Paese.
Le diseguaglianze nella salute non sono affatto inevitabili.
Cresceranno inevitabilmente se si penalizza il Servizio Pubblico e si adotta una politica che privilegia la sanità privata, invece di renderla un completamento, una integrazione, di quella pubblica.
Per saperne di più:

Emergenza PNRR e Coesione nei Comuni del Sud: a rischio il posto di 2.000 tecnici | L’intervento

Anche l’Inghilterra vuole tassare le banche | L’analisi del Times

Conte e Schlein andate in Ucraina | L’analisi di Marcello Sorgi

Hormuz divide la politica americana: il dilemma del ritiro e i rischi per la navigazione | L’analisi...

Il trucco della tassa sui “milionari” di Washington | L’analisi del Wall Street Journal






