“Stimiamo che, per una ordinata attuazione della politica monetaria, la quantità massima di moneta digitale non dovrebbe superare 1.700 miliardi di euro”.
Lo scrive Bankitalia nel dossier “A general framework to assess the smooth implementation of monetary policy: an application to the introduction of the digital euro” contenuto nella collana “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento“.
Il lavoro, si spiega, “propone una metodologia per stimare la quantità massima di euro digitale che risulti coerente con una ordinata attuazione della politica monetaria nell’area dell’euro”.
A tal fine, “definiamo l’attuazione della politica monetaria come ordinata se dopo l’introduzione dell’euro digitale: la liquidità aggregata rimanente nell’area euro è sufficiente per ancorare i tassi a breve termine al tasso sulla deposit facility e i settori bancari nazionali dell’area euro sono in grado di soddisfare in larga misura la domanda di euro digitali con l’utilizzo delle riserve in eccesso e un maggiore ricorso al credito di banca centrale”.
Il risultato a cui si è giunti, del tetto di 1.700 miliardi di euro digitali, “tiene conto dell’esistente eterogeneità tra i paesi e le banche nell’area euro e della necessità di garantire che nessun sistema bancario nazionale si trovi ad affrontare una crisi di liquidità a seguito dell’introduzione dell’euro digitale“.
L’analisi suggerisce l’importanza, nell’assetto operativo dell’Eurosistema, di operazioni di rifinanziamento a fronte di una gamma estesa di garanzie, dato il loro ruolo cruciale nel consentire alla banca centrale di assorbire elasticamente il fabbisogno aggiuntivo di riserve derivante dall’introduzione dell’euro digitale”.








