Dopo l’attacco sabato di Hamas a Israele, il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli ha commentato la situazione in Medio Oriente. «Ci sono un po’ di rischi» legati alla posizione dell’Algeria, che è il primo importatore di gas in Italia e che ha dato il suo sostegno ad Hamas dopo l’attacco ad Israele, «anche se è improbabile che questo possa avere ripercussioni sui flussi di gas perché Algeri ha bisogno di esportarlo verso l’Europa», dice all’Adnkronos. «Anche durante gli anni della guerra civile negli anni ’90 non ha mai interrotto i suoi flussi e detiene una raffineria in Italia, quella di Augusta. Con l’Algeria l’Italia ha sempre avuto ottimi rapporti e quindi possiamo restare relativamente tranquilli».
Dall’attacco sui mercati energetici «c’è un po’ di agitazione e gli effetti della guerra a Gaza non si fanno ancora sentire sui prezzi del petrolio» con il Brent che attualmente viaggia sui 87 dollari al barile e il Wti sopra gli 85 dollari. «Per il momento le tensioni» sottolinea Tabarelli «hanno creato problemi per quanto riguarda l’andamento del greggio anche perché in questo momento l’Arabia Saudita, che è il deus ex macchina del settore, sembra più schierata dalla parte dell’Occidente. Ma se il conflitto dovesse allargarsi e toccare l’Iran con il Golfo Persico che produce metà del petrolio a livello mondiale le cose potrebbero cambiare drasticamente. Se la guerra si estendesse all’Iran, che resta un’ipotesi remota ma possibile, il prezzo del petrolio potrebbe anche salire fino a 150-200 dollari al barile e il prezzo della benzina potrebbe arrivare non più a 2 euro al litro ma addirittura a 2,5-3 euro».
Il sistema gas, osserva Tabarelli, «è tirato in tutta Europa e attualmente ad Amsterdam il Ttf con consegne a novembre si aggira sopra i 49 euro al megawattora. Il prezzo del gas, dopo che era sceso anche a causa del clima particolarmente favorevole, torna a salire e questo rappresenta un problema a livello europeo anche se le scorte sono al 95%. Con un inverno particolarmente freddo ci sarà la necessità di aumentare gli approvvigionamenti». Il prezzo del gas intorno ai 49 euro «farà salire le bollette di elettricità e del gas e questo inciderà sull’inflazione. I tassi saranno più alti. Tutto questo contribuirà a frenare la crescita dell’Italia».
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