La premier incassa il sì del Parlamento allo “Stabilicum”, ma secondo gli analisti il nuovo sistema rischia di complicare la corsa del centrodestra alle prossime politiche. Sul tavolo, il nodo dell’alleanza con Roberto Vannacci.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ottenuto una rara vittoria politica con l’approvazione da parte del Parlamento di una contestata riforma del sistema elettorale italiano.
Come riporta il Financial Times, la nuova legge, presentata come uno strumento per garantire stabilità politica di lungo periodo al Paese, è passata con 227 voti favorevoli e 164 contrari in uno scrutinio segreto, dopo che Meloni aveva minacciato le dimissioni in caso di bocciatura.
“Chi vince le elezioni deve poter governare, e chi viene eletto deve rispondere agli elettori che lo hanno scelto”, ha scritto la premier in un post sui social subito dopo il voto, aggiungendo che la nuova normativa “promuoverà la stabilità e la coerenza parlamentare di qualsiasi governo, indipendentemente dal suo colore politico”.
Una vittoria che rischia di essere di Pirro
Secondo gli analisti citati dal quotidiano britannico, tuttavia, il successo potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro.
La riforma rischia infatti di complicare il cammino della coalizione di centrodestra a tre partiti verso un secondo mandato alle prossime elezioni politiche, in programma entro la fine del prossimo anno.
La legge incentiva la formazione di grandi alleanze pre-elettorali: un meccanismo che costringerà Meloni a una scelta difficile, ovvero se allearsi o meno con la sua nemesi di estrema destra, l’ex generale Roberto Vannacci, per rafforzare le prospettive di una coalizione che mostra segni di logoramento, oppure rischiare la sconfitta contro l’opposizione di centrosinistra.
“L’ironia è che la legge è stata pensata per aiutarla e invece le creerà parecchi problemi”, ha dichiarato al Financial Times Daniele Albertazzi, politologo dell’Università del Surrey.
“Ora deve assolutamente decidere cosa fare con Vannacci.
Non può rimandare la questione a dopo le elezioni: deve decidere prima”.
Come funziona lo “Stabilicum”
Il nuovo sistema elettorale, ribattezzato “Stabilicum” o “Melonellum”, punta a porre fine alla cronica instabilità politica italiana, assicurando che dalle urne escano vincitori chiari, la cui capacità di governo sarà rafforzata da un “premio di maggioranza” fino al 17,5% dei seggi in ciascuna Camera.
La riforma elimina i collegi uninominali maggioritari, che oggi assegnano circa un terzo dei seggi parlamentari, e porta il Paese verso un sistema interamente proporzionale, formato nel quale il centrodestra tende a ottenere risultati migliori.
Il premio di maggioranza sarà assegnato all’alleanza pre-elettorale vincente, a condizione che raggiunga almeno il 42% dei voti.
Per accedere al premio, i partiti coalizzati dovranno concordare prima del voto un candidato premier comune e un programma politico condiviso: un requisito che sta già provocando attriti tra il Partito Democratico e il suo potenziale alleato, il Movimento 5 Stelle.
Il fattore Vannacci
Con il neonato partito di estrema destra di Vannacci, Futuro Nazionale, che sta erodendo consensi alla base tradizionale di Meloni e dei suoi alleati, anche per la coalizione di governo potrebbe essere difficile raggiungere la soglia minima del 42% necessaria per ottenere il premio, a meno di non imbarcare l’ex generale.
Non mancano poi le critiche dei parlamentari su altri aspetti della legge, che rischiano di far lievitare i costi delle campagne elettorali per i singoli candidati e di provocare un forte calo della rappresentanza femminile.
Il sistema potrebbe inoltre incontrare ostacoli giuridici prima della sua entrata in vigore: diverse associazioni della società civile si preparano infatti a impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale.
Secondo Albertazzi, Meloni cercherà di presentare la riforma agli elettori come un risultato di rilievo, dopo che quest’anno il suo tentativo di riformare la giustizia è stato respinto con un referendum costituzionale.
“Sa che potrebbe ritorcersi contro di lei, ma ormai è troppo tardi.
Tiene molto a mostrarsi coerente e a non fare inversioni di marcia”, ha aggiunto il politologo.
Roberto D’Alimonte, esperto di sistemi elettorali italiani dell’Università Luiss di Roma, ha avvertito che la legge potrebbe non mantenere la sua promessa di stabilità.
Se nessuna coalizione dovesse raggiungere la soglia del 42% necessaria per ottenere il premio di maggioranza, ha spiegato, l’Italia potrebbe trovarsi di fronte a una nuova fase di turbolenza politica, poiché i seggi verrebbero in quel caso distribuiti con il metodo proporzionale.








