La sicumera con la quale Trump aveva affrontato il conflitto ucraino si va trasformando con i giorni che passano in irritazione e frustrazione: per questo si è detto arrabbiato con Putin e ha minacciato dazi sul petrolio russo.
Pensava che con il suo intervento si sarebbe raggiunto un accordo per porre fine al conflitto prima di Pasqua. Invece i tempi si allungano e il partner con cui ha scelto di ballare questo walzer, lo tiene in pugno, costringendolo a umilianti contorcimenti.
Putin infatti dopo aver incassato le inattese concessioni di Trump ancor prima che il negoziato cominciasse, alza la posta e pretende il commissariamento ONU del governo di Kiev e nuove elezioni con l’obbiettivo di trasformare l’Ucraina in una seconda Bielorussia.
Trump, da parte sua, propone a Zelensky un accordo rivisto sulle terre rare che sa di vassallaggio e appare difficilmente accettabile.
Intanto va avanti la coalizione dei volenterosi dietro la spinta anglo-francese (edizione rivista e corretta dell’Entente Cordiale di novecentesca memoria), determinata a fornire a Zelensky non solo sostegno militare e diplomatico, ma soprattutto garanzie per il processo di pace.
Da questa iniziativa prende le distanze Giorgia Meloni che fa professione di fedeltà incondizionata a Trump nella speranza di essere ammessa al più presto alla sua Corte come fiduciaria dei rapporti con l’Europa.
Intanto la situazione internazionale appare in rapida trasformazione con gli Stati Uniti, neo potenza coloniale che pretende l’annessione della Groenlandia, “perché gli fa comodo”, mentre scatena la guerra dei dazi contro l’Europa, offre sostegno incondizionato alle azioni criminali di Netanyahu, bombarda gli Houti e minaccia l’Iran.
L’Ue, sonoramente insultata dal duo Trump-Vance, cerca di reagire come può con il suo programma “Rearm Europe” ribattezzato “Readiness 2030“, ma al contempo manda messaggi poco credibili come il “kit di sopravvivenza” lanciato dalla commissaria belga per la cooperazione internazionale Hadja Labib, che lascia interdetti per il procurato allarme determinato nella popolazione europea.








