Da una parte c’è il pericolo recessione, uno spettro che si aggira per i mercati senza che ancora se ne conosca l’entità.
Dall’altra l’ottimismo sul fatto che la corsa delle borse avvenuta nel primo trimestre non sia un fuoco di paglia e che l’azionario offra opportunità di rilevo soprattutto in settori come tecnologia e lusso.
Con queste premesse i gestori arrivano al giro di boa del 2023 e si preparano a costruire il portafoglio per la seconda metà dell’anno.
MF-Milano Finanza ha raccolto le opinioni di 50 money manager italiani e internazionali.
Ecco cosa emerge.
Se si fermano gli utili.
Il principale rischio da monitorare nel secondo semestre è, come prevedibile, quello recessivo.
Lo indica il 70% dei gestori, anche se il giudizio non è unanime come nell’ultima rilevazione condotta da questo giornale lo scorso dicembre (la quota era al 96%).
E nonostante il settore bancario abbia superato le turbolenze più dure la cautela rimane alta.
La prima scelta dei money manager restano i bond.
In una strategia pensata per investitori prudenti il reddito fisso costituirà nel secondo semestre il 66% dell’allocazione complessiva.
Il Btp decennale, secondo quanto previsto da quasi la metà dei gestori (47%) dovrebbe chiudere l’anno tra il 4% e il 4,5%, un po’ più alto dei livelli attuali.
Un tema centrale e in parte divisivo resta quello della duration.
C’è chi, come il client portfolio manager di Nuveen Tony Appiah, ritiene opportuno “ridurre le posizioni su duration brevi e avvicinarsi a un livello neutrale, dato che i tassi hanno raggiunto il massimo per questo ciclo”.
E poi chi, come il senior product specialist di AllianzGI, Massimiliano Maxia, pensa che “una parte rilevante del portafoglio debba essere allocata alla liquidità e alla parte breve della curva, mai così bene remunerata da molti anni a questa parte”.
La componente liquida del portafoglio oscilla tra il 6% delle strategie speculative al 17% di quelle a basso rischio.
I gestori hanno visto il rialzo sui mercati azionari del primo semestre e credono che le borse possano ancora sprigionare il loro potenziale.
Piazza Affari, l’indice delle blue chip europee e Wall Street saliranno ancora per il 57% dei money manager, contro quote comprese tra il 20% e il 25% del campione convinti che le borse non si muoveranno dai livelli attuali.
L’allocazione azionaria riflette questo scenario: in un portafoglio a basso rischio l’incidenza di equity è salita del 2% rispetto alla rilevazione di dicembre, in uno a medio rischio del 3% e in uno speculativo del 5% (arrivando al 63%)”
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