“In alcune giurisdizioni si assiste a una rinnovata spinta alla deregolamentazione, in nome dell’efficienza o della competitività.
La semplificazione di norme eccessivamente complesse è giustificata e la regolamentazione deve evitare di ostacolare l’innovazione.
Tuttavia, misure unilaterali e non coordinate tra le diverse giurisdizioni rischiano di erodere le garanzie essenziali, ampliando le asimmetrie internazionali e incoraggiando l’arbitraggio regolamentare.”
È uno dei rischi del settore bancario illustrati dal Vice Direttore Generale della Banca d’Italia Sergio Nicoletti Altimari nel suo intervento alla seconda conferenza annuale del Roma Tre – UNIDROIT Centre for Transnational Commercial Law and International Arbitration.
Tra gli altri rischi, Altimari ha illustrato il fatto che “le istituzioni finanziarie non bancarie svolgono ora un ruolo più centrale nell’intermediazione creditizia, nella gestione patrimoniale e nei mercati core.
Questo settore ampio e diversificato, dalle compagnie assicurative agli hedge fund, rappresenta quasi la metà delle attività finanziarie globali.”
“Molte di queste entità svolgono funzioni simili a quelle bancarie, soggette a una regolamentazione e a un controllo di vigilanza più snelli, e possono operare con un elevato livello di leva finanziaria e di disallineamenti di liquidità – ha aggiunto – I crescenti legami tra banche e istituti non bancari implicano che alcuni dei rischi affrontati dalle riforme post-crisi possano rientrare nel sistema ‘dalla porta sul retro’, aumentando il potenziale di contagio e di stress sistemico.”
Inoltre, secondo Altimari, “il rapido progresso dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali sta rimodellando i modelli di business e le strutture di mercato.
Queste innovazioni offrono grandi opportunità, ma sollevano anche nuove sfide normative e di vigilanza.
La digitalizzazione ha implicazioni sistemiche, che incidono sulla resilienza operativa, sulla sicurezza informatica, sulla governance dei dati e sulla tutela dei consumatori.
In un mondo in cui i servizi digitali e i dati fluiscono facilmente attraverso i confini, risposte normative frammentate rischiano di minare sia la stabilità che la fiducia”.
“La rapida crescita delle criptovalute illustra queste tensioni.
Se sviluppati al di fuori di solidi quadri normativi, tali strumenti potrebbero rappresentare rischi per la stabilità finanziaria e minare l’integrità del mercato.
La recente ondata di stablecoin presenta una serie diversa di problematiche – che si estendono ai rischi per la sovranità monetaria – che richiedono anch’esse una regolamentazione adeguata.”








