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La crescita si fa più fragile, frena l’industria | Lo scenario

La crescita è più fragile.

Lo sostiene il Centro Studi di Confindustria spiegando che si continuano ad accumulare segnali di indebolimento, specie per l’industria e le costruzioni, sebbene il +0,6% del Pil italiano nel 1* trimestre frutti una crescita già acquisita di +0,9% nel 2023.

FATTORI POSITIVI Fattori positivi sono il settore dei servizi che avanza, pur a ritmi più moderati, il prezzo del gas che resta basso, l’occupazione che continua ad aumentare (+0,2% in aprile), alimentando il reddito disponibile totale delle famiglie.

MENO CONSUMI E INVESTIMENTI L’inflazione lenta a scendere e i tassi in aumento, però, frenano consumi e investimenti, mentre la fiacchezza nei mercati di sbocco ferma l’export italiano.

FRENA INDUSTRIA Il taglio dei consumi alimentari può avere effetti negativi a cascata sull’industria italiana: la produzione del comparto, infatti, è in calo (-2,7% in aprile da gennaio).

E l’export, fiacco, non sembra compensare, visto che anche i consumi nei mercati europei sono in flessione.

CONSUMI SOPRA LIVELLI PRE-COVID In parte, la dinamica recente evidenzia un recupero dei trend storici, pre-pandemia: il consumo si sposta verso comportamenti più sostenibili (meno spreco di cibo) e abitudini comuni tra i giovani (più pasti fuori casa); da oltre un decennio si vede una ricomposizione della spesa verso i servizi (+6,5% nel 2022 dal 2005) a scapito dei beni (-7,4%), specie non durevoli (-14,0%), tra cui gli alimentari (-10,6%).

A inizio 2023 la quota spesa per servizi (51%) ha superato di nuovo quella dei beni (49%).

IN 2023 SVANISCE RECUPERO Sulle prospettive per il 2023 i consumi alimentari risentiranno ancora delle tensioni sui prezzi.

probabile che anche la spesa in servizi rallenti, man mano che svaniscono gli effetti del “recupero” dei livelli pre-Covid (e si esaurisce l’extra-risparmio).

Infine, il rialzo dei tassi di interesse potrebbe indebolire nei prossimi mesi la dinamica dei consumi, specie di beni durevoli, più sensibili al costo del credito come le automobili.

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