Il Cda di Tim ha scelto la proposta Kkr ed ha sollecitato il proponente a fare un’offerta definitiva per l’acquisto della rete. Gli azionisti di Tim sembrano divisi, con Vivendi (che detiene la maggioranza relativa) che vuole vendere solo a un prezzo ben più elevato di quello offerto e il Cda che sembra concordare sull’offerta, ma sollecita un miglioramento.
La disputa sul valore della rete non è solo una normale contrapposizione tra azionisti e management, ma interessa tutti noi. Lo scopo dell’acquisto della rete da Tim è quello di costituire una rete unica telefonica, facendo confluire anche la rete in possesso di Cdp.
Questo significa che domani, concluso l’affare, i prezzi della rete, ossia quello che noi pagheremo come tariffe telefoniche, dovranno essere congrui con il valore della rete stessa, per consentire l’ammortamento dell’investimento. In altre parole, più alto sarà il prezzo pagato per la rete e maggiori saranno le nostre tariffe, dato che ci sarà una sola rete nazionale che finirà per imporre i suoi prezzi. Ecco una ragione per guardare con diffidenza ai continui rialzi offerti per acquistare la rete e, se il prezzo fosse troppo alto, meglio non costituire una rete unica per non dover subire i prezzi necessari all’acquirente per recuperare l’ammontare investito.
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