«I listini dei carburanti proseguono la loro corsa senza sosta al rialzo», è l’allarme del presidente di Assoutenti, Furio Truzzi, che chiede al governo misure immediate, a partire dal taglio delle accise, per contenere l’escalation dei carburanti e calmierare i listini al dettaglio contro il rischio concreto di una nuova spirale inflattiva.
Pagare oltre 2 euro per un litro di benzina. Questa soglia psicologica è già stata superata, nelle scorse settimane, sulla rete autostradale e per la modalità “servito”. Ora anche il prezzo medio del fai-da-te ha sfondato il tetto, nella provincia di Bolzano, dove ha raggiunto 2,006 euro al litro sulla rete ordinaria. E diverse altre Regioni seguono a poca distanza, come la Liguria, con 1,996 euro al litro per la verde in modalità self o la Basilicata, a 1,995 euro.
Un taglio strutturale delle accise al momento è escluso dall’esecutivo, alle prese con la necessità di risorse per una manovra prudente ma incisiva, ma un intervento in soccorso degli automobilisti potrebbe essere imminente. Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato sabato che, al prossimo Consiglio dei ministri, arriverà un’iniziativa nei confronti dei ceti meno abbienti e un’altra specifica per gli autotrasportatori. Ulteriori misure potrebbero poi arrivare nella manovra.
Tra le ipotesi sul tavolo, al centro di approfondimenti con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ci sarebbe quella di una nuova social card, sul modello dell’iniziativa “Dedicata a te” per la spesa alimentare. Un aiuto per le famiglie più in difficoltà, quindi, che sarebbe assegnato in maniera automatica a chi rientrerebbe nei requisiti, senza necessità di presentare domanda. Un’ipotesi alternativa allo studio sarebbe, invece, quella di tornare al sistema dell’accisa mobile, adottata da ultimo dal governo Draghi.
Questo meccanismo prevede che, quando i prezzi dei carburanti aumentano oltre una determinata soglia, i maggiori incassi dello Stato sull’Iva si utilizzano per abbattere le accise. In questo caso, l’intervento non sarebbe mirato ma raggiungerebbe in modo orizzontale tutti i conducenti di auto, moto o camion. E in particolare quelli che utilizzano in maniera più intensa il proprio veicolo come, per esempio, lavoratori e studenti pendolari, indipendentemente dal reddito. Secondo quanto si apprende, il confronto in corso è volto prima di tutto a definire la platea dell’intervento che poi sarà studiato e finanziato di conseguenza. Le risorse con cui farvi fronte sarebbero, in ogni caso, innanzitutto le maggiori tasse incassate dal governo come extra-gettito Iva per i rincari dei carburanti.
Benzina e diesel sono stati anche tra i temi di un colloquio di Urso con il presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli, sullo sviluppo di concorrenza e trasparenza in settori chiave, come quello della distribuzione dei carburanti. Rustichelli nei giorni scorsi, in un’intervista, aveva parlato della possibilità di fare “qualche approfondimento” sulla marginalità delle raffinerie, sull’andamento dei prezzi in autostrada e sulle royalties pagate dalle compagnie in Italia per l’estrazione del petrolio.
Al centro del colloquio ci sono stati anche i temi dei taxi, del trasporto aereo e della tutela del risparmio, alla vigilia di un’audizione dell’Antitrust sul decreto omnibus. Rustichelli interverrà al Senato dove l’analisi del decreto, che contiene norme dal caro-voli alla tassa sugli extraprofitti delle banche, entra nel vivo con una raffica di audizioni, dalle compagnie aeree all’Abi fino alle rappresentanze dei tassisti e ai sindacati.
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