“Temo fortemente che si vada verso una ‘sirizzazione’ dell’Ucraina”. Lo ha detto l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di sicurezza comune europea, Josep Borrell, durante la conferenza con il ministro degli Esteri e degli Affari europei francese Jean-Yves Le Drian, per la presidenza semestrale di turno, al termine del Consiglio informale Sviluppo dell’Ue svoltosi oggi a Montpellier, in Francia.
E’ stato il ministro Le Drian a spiegare in dettaglio che cosa significhi paventare un destino siriano per l’Ucraina. “Nella evoluzione della situazione militare – ha detto il ministro francese – stiamo andando verso un periodo molto difficile: il periodo degli assedi. Prima gli assedi di Kharkhiv e di Mariupol, intrapresi ma non conclusi a causa della forte resistenza dei militari e della popolazione civile; domani l’assedio di Odessa e di Kiev”.
“Sugli assedi cominciati dalle forze armate russe – ha ricordato Le Drian – abbiamo una sinistra esperienza, con il caso più recente che è l’assedio di Aleppo. Si ripete in sequenza sempre lo stesso scenario: bombardamento, proposta di corridoi sanitari umanitari, denuncia della rottura del corridoio da parte dell’avversario, quando c’è stata una provocazione che è fatta proprio da chi ha delimitato il corridoio, tentativo di negoziato e colloqui per meglio condannare l’avversario, che esce da questi negoziati perché lo si provoca a uscire, e poi di nuovo bombardamento e si ricomincia. Guardate la storia di Aleppo, e guardate la storia di Grozny, in Cecenia: è così, e purtroppo siamo di fronte a un nuovo appuntamento”, una ripetizione degli stessi eventi.
“Non bisogna cadere nella trappola”, ha avvertito il ministro francese: “Il principio è l’accesso libero umanitario dappertutto, che esiste anche nel diritto umanitario internazionale. E’ questo principio che deve essere rispettato, ed è questo principio che oggi viene schernito”.
“Dunque – ha continuato Le Drian -, io non condivido questo concetto di corridoio umanitario, e mi chiedo addirittura se nelle scuole di guerra russe non ci siano corsi che spiegano questa catena: bombardamento, corridoio, negoziato, rottura, e si ricomincia. E’ drammatico e dà i brividi, purtroppo”.
Le Drian ha anche sottolineato che, negli sforzi che si stanno facendo per riaprire la strada diplomatica, “le condizioni di negoziazione poste da Putin non cambiano da 11 giorni, e sono condizioni di sottomissione” per l’Ucraina. “La nostra totale solidarietà va al popolo ucraino”, ha sottolineato il ministro.
“L’Europa di oggi – ha aggiunto il ministro – non è più quella di 10 giorni fa”, per via della qualità e della rapidità delle decisioni sul sostegno all’Ucraina con l’invio di armi, sulle “sanzioni enormi” contro la Russia, e sull’attivazione della direttiva sulla protezione temporanea degli sfollati dal Paese sotto assedio. “La violenza dell’attacco russo – ha concluso – ha dato una spinta stimolante all’Unione europea, che credo si confermerà al vertice dei capi di Stato e di governo di giovedì e venerdì prossimi, in Francia”, a Versailles.
Per saperne di più:

Patrizia Micucci, fondatrice di Aurora Growth Capital, sul contributo delle banche italiane: “Da pre...

Letizia Moratti: “La democrazia tutela anche chi la combatte”

Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, sul Silver Act e la longevità: “Non basta v...

Donato Candiano, manager di Omron, sul futuro dell’automazione: “L'IA è un aiuto, non un danno. L'Eu...

Renzi, l’anti-Meloni. Ma ha un nemico implacabile | L’analisi di Marcello Veneziani






