Romagna più vecchia di Emilia e Italia secondo Legacoop
Legacoop Romagna richiama l’attenzione sull’andamento negativo della demografia in Romagna. Il Centro Studi della Cooperazione di Legacoop Romagna lo evidenzia anche per il 2025, sottolineando che la Romagna risulta più vecchia dell’Emilia e, con uno scarto maggiore, dell’Italia.
Nel confronto dei principali indicatori, cresce soprattutto la quota degli anziani. Gli ultra 65 romagnoli passano dal 23,6% della popolazione nel 2015 al 25,6% nel 2025. Il totale attuale è di 286.749 cittadini, aumentati in dieci anni di 22.976 unità.
Over 65 in aumento e fascia 0-14 in forte calo
Accanto all’aumento degli anziani, i dati mostrano un leggero incremento dei cittadini tra 15 e 64 anni, cresciuti di 3.697 unità dal 2015. Tuttavia, è la fascia 0-14 anni a evidenziare il segnale più netto dell’“inverno demografico”.
Dal 2015 a oggi, i ragazzi segnano -21.508. Di conseguenza, si alza l’età media. In dieci anni passa da 45 a 47 anni, mentre è pari a 46,6 in Regione e a 46,4 in Italia.
Anche tra gli stranieri calano i bambini e crescono gli anziani
Secondo Legacoop Romagna, non emerge un’inversione di tendenza nemmeno all’interno della popolazione di origine straniera. Anche qui calano i ragazzi e aumentano gli anziani.
Dal 2015 gli ultra 65, che rappresentano oggi il 7,6% della popolazione straniera, aumentano di 5.550 unità. I bambini, pari al 15,6%, diminuiscono invece di 3.076.
Nascite in calo del 30% e saldo demografico negativo
Il dato sulle nascite conferma un trend definito “in franata”. In Romagna le nascite passano da 9.166 a 6.437, con un calo del 30%.
Questo andamento pesa sul bilancio finale. Il saldo demografico romagnolo risulta nettamente negativo, con -6.201 cittadini residenti. In Emilia-Romagna il dato complessivo indicato è -22.412.
Effetti su lavoro e servizi: manodopera e sostenibilità
Legacoop Romagna collega questa dinamica a conseguenze che incidono su economia e welfare. La situazione, si legge, “merita di essere analizzata da più punti di vista” per gli effetti che ne derivano.
Tra i principali, viene indicata la difficoltà nel reperire manodopera, che sta diventando un dato strutturale. Il problema viene collegato anche alla diminuzione della popolazione attiva.
C’è poi la programmazione dei servizi per le persone, di ogni età, dall’infanzia fino agli anziani. Il sistema attuale viene descritto come “sicuramente virtuoso sul piano qualitativo”, ma in difficoltà sul piano della sostenibilità e della capacità di risposta ai bisogni, indicati come in crescita.
“Servono riforma e visione nuova del sistema”
Per Legacoop Romagna, di fronte all’inverno demografico serve un cambio di passo.
Secondo la nota, “servono uno scatto in avanti, una riforma profonda sul piano organizzativo e, soprattutto, una visione nuova del sistema, che guardi lontano”.








