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Intesa sulla prescrizione, torna quella sostanziale | Lo scenario

Fino a due anni dopo i processi di primo grado e fino a uno dopo quelli di appello: torna la prescrizione “sostanziale” con due nuovi stop alla decorrenza dei termini. Dopo mesi di discussioni e ipotesi andate in fumo, scrive il Corriere della Sera, la maggioranza trova l’accordo su un testo che cestina la riforma Cartabia e la prescrizione processuale causata dal contestato meccanismo della “improcedibilità”, che fermava il processo invece di estinguere il reato.

E, senza tornare alla riforma Bonafede che aveva eliminato del tutto la tagliola ai processi, ripristina la prescrizione sostanziale prevista dalla riforma Orlando del 2017 con modifiche significative. A partire dal raddoppio dei termini in caso di reati di violenza sulle donne. La novità principale della riforma è che il processo va avanti fino alla sentenza. Dopo la condanna, il conto alla rovescia per la prescrizione si sospende per 24 mesi in primo grado e per altri dodici dopo la conferma della condanna in appello. Ma in questo lasso di tempo deve essere impugnata la sentenza. Altrimenti, chiarisce il ministero della Giustizia, la prescrizione riprende il suo corso e aggiunge al conto il precedente periodo di sospensione. C’è poi una differenza basata sull’esito del processo. In caso di assoluzione il computo dei termini resta sospeso.

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