“Se il famoso “marziano” di Ennio Flaiano sbarcasse in Francia invece che a Roma rimarrebbe interdetto: come può il paese dove l’economia cresce, lo Stato è generoso con i suoi cittadini, i servizi pubblici funzionano meglio che altrove, il governo è stabile, avere così tanta gente arrabbiata e desiderosa di cambiare politica, governo e tutto?”
Se lo chiede Innocenzo Cipolletta, economista.
“Il voto di domenica per il primo turno delle elezioni presidenziali ha indicato che oltre la metà dei francesi (di destra, di centro e di sinistra) vorrebbe cambiare il Paese, votando per i partiti populisti e sovranisti, ossia quelli che vogliono abbattere il sistema per sostituirlo con un non meglio definito altro sistema fino a non escludere un’uscita dall’Ue”.
“Il fenomeno non è solo francese, anche se in Francia ha assunto una dimensione rilevante per un Paese dove, tutto sommato, si vive abbastanza bene.
Due sembrano essere i fattori che spiegano questi comportamenti. Il primo è la forte diseguaglianza di questi anni, dove la crescita è la media di un arricchimento di pochi soggetti contro il crescente disagio di una vasta area di persone.
Il secondo è la paura di perdere il livello di benessere raggiunto negli anni passati, minacciato dalle nuove tecnologie e dalle riforme necessarie per rompere le incrostazioni di una società a forti connotati corporativi.
C’è da dire che, per fortuna loro, in Francia i due populismi di destra e di sinistra non si alleano (come avvenne in Italia col governo Lega-M5S) e quindi è probabile che non riusciranno a vincere” conclude Cipolletta.
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