Roma e Lazio, infrastrutture e mobilità: il futuro a confronto
Dalla crescita dell’aeroporto di Fiumicino agli investimenti nel trasporto pubblico, istituzioni e imprese si sono confrontate a Roma nella seconda edizione dell’evento promosso dall’Osservatorio Riparte l’Italia. Al centro il piano da 9 miliardi di Aeroporti di Roma e la necessità di una visione condivisa per lo sviluppo del territorio.
Le grandi infrastrutture, il futuro della mobilità, la logistica e la competitività dei territori. Sono stati questi i temi al centro della seconda edizione di “Insieme per il futuro di Roma e del Lazio – Un anno dopo”, l’appuntamento promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia, in partnership con Aeroporti di Roma, che si è svolto presso la Fondazione Civita, in Piazza Venezia 11, nella Capitale.
Una giornata di confronto tra rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, del mondo politico e delle imprese, dedicata alle prospettive di sviluppo di Roma e del Lazio, con particolare attenzione alle infrastrutture strategiche e ai collegamenti necessari per sostenere la crescita economica.
Dal dibattito è emersa l’importanza di una programmazione capace di coniugare investimenti, sostenibilità ambientale, qualità della vita e competitività del sistema produttivo.
Aeroporto di Fiumicino, un piano di sviluppo da 9 miliardi di euro
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il piano di sviluppo dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, presentato dai vertici di Aeroporti di Roma, che prevede investimenti per 9 miliardi di euro.
Un progetto strategico non soltanto per il Lazio, ma per l’intero sistema economico nazionale, considerando il ruolo dello scalo romano come porta d’ingresso dell’Italia e infrastruttura fondamentale per il turismo e le relazioni internazionali.
Il presidente di Aeroporti di Roma, Vincenzo Nunziata, ha sottolineato il valore economico e strategico dell’investimento:
«Fiumicino costituisce, dal punto di vista turistico, la porta d’ingresso del nostro Paese, è un motore di crescita per le imprese che vogliono internazionalizzarsi. Abbiamo proposto un piano di sviluppo da 9 miliardi di euro che non riguarda soltanto l’aumento della capacità aeroportuale, ma si accompagna a misure ambientali molto significative».
Nunziata ha inoltre ricordato l’avvio del dibattito pubblico con le comunità locali, evidenziando l’obiettivo di garantire benefici economici senza determinare costi sociali aggiuntivi, attraverso il principio del saldo zero nel consumo di suolo.
Sulla necessità di programmare tempestivamente lo sviluppo dello scalo è intervenuto anche Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma.
«Quest’anno Fiumicino raggiungerà circa 52-53 milioni di passeggeri: per raggiungere la stima futura di 100 milioni dobbiamo sviluppare l’aeroporto in modo sostenibile. Adesso è il momento di muoversi, perché il resto del mondo non sta fermo».
Una prospettiva che colloca lo sviluppo aeroportuale all’interno di una strategia più ampia di rafforzamento delle connessioni internazionali dell’Italia.
Giuseppe Conte: il pubblico definisca una visione e incentivi gli investimenti
Al confronto ha partecipato anche Giuseppe Conte, già presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle, intervenuto sul ruolo delle infrastrutture e sul rapporto tra investimenti pubblici e privati.
«Abbiamo a Roma un aeroporto bellissimo. Il turismo richiede infrastrutture che funzionino. Il pubblico dovrebbe avere il ruolo di definire una visione, una politica, e incentivare i privati a investire».
Un intervento che ha richiamato la necessità di una programmazione pubblica capace di creare condizioni favorevoli agli investimenti e di accompagnare lo sviluppo delle grandi infrastrutture.
Infrastrutture strategiche, il confronto tra istituzioni e imprese
Il progetto di sviluppo di Fiumicino è stato al centro anche del confronto politico e istituzionale, nel quale è emersa una significativa convergenza sull’importanza strategica dell’investimento.
Antonio Misiani, vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato, ha richiamato il sostegno espresso da amministrazioni territoriali di diverso orientamento politico, sottolineando il valore di una convergenza istituzionale su un progetto di questa portata.
Anche Paola De Micheli, deputata del Partito Democratico, ha evidenziato la dimensione nazionale dell’intervento:
«Non possiamo immaginare che lo sviluppo dello scalo possa essere considerato una questione locale: è una questione nazionale. Il piano di investimenti risponde a un bisogno di crescita dell’hub da 51 a 100 milioni di passeggeri».
Per la Regione Lazio è intervenuto l’assessore ai Trasporti Fabrizio Ghera, che ha ribadito la disponibilità dell’amministrazione regionale ad accompagnare i progetti di sviluppo del sistema aeroportuale.
«Non dare sviluppo al nostro sistema aeroportuale sarebbe un errore strategico. La Regione Lazio è a disposizione per portare avanti questi progetti di sviluppo».
Il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Trancassini, ha invece richiamato l’attenzione sulla mobilità capitolina e sui collegamenti con i territori.
«Roma ha bisogno di un approccio più coraggioso, capace di coniugare qualità della vita, trasporti e collegamenti con i territori. Occorre affrontare con una visione strategica le criticità della mobilità e delle periferie».
Imprese e competitività: il valore dei collegamenti per il Lazio
Lo sviluppo delle infrastrutture rappresenta anche una condizione importante per attrarre investimenti e rafforzare il tessuto produttivo regionale.
A sottolinearlo è stato Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria, che ha evidenziato il rapporto tra accessibilità dei territori e capacità di attrarre imprese internazionali.
«Se una multinazionale deve venire a fare un investimento nel Lazio, poter contare su aree industriali ben collegate a un’ora dallo scalo rappresenta un fattore importante».
Un tema che collega direttamente le politiche della mobilità alle prospettive di crescita economica e occupazionale.
L’efficienza dei collegamenti, infatti, non riguarda soltanto gli spostamenti delle persone, ma anche la capacità del territorio di valorizzare le proprie aree produttive e di inserirsi nelle principali reti economiche internazionali.
Gaetano Manfredi: dopo gli investimenti del PNRR servono risorse per gestire i trasporti
Tra gli interventi della giornata anche quello di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI, che ha affrontato il tema della sostenibilità economica del trasporto pubblico locale.
Il presidente dell’ANCI ha richiamato l’attenzione su una delle principali sfide legate agli investimenti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): garantire le risorse necessarie alla gestione delle nuove infrastrutture.
«Con il PNRR abbiamo fatto prolungamenti delle linee della metropolitana e rifatto la linea tramviaria. Grandi investimenti fatti e in corso, dove siamo in grado di aprire cantieri subito, ma c’è un aumento dei costi di gestione».
Manfredi ha evidenziato come l’ampliamento delle reti di trasporto comporti un incremento strutturale della spesa corrente.
«Ci vuole un impegno governativo per coprire questo incremento di spesa corrente: dobbiamo essere molto attenti a non entrare in un loop tale che, malgrado gli investimenti, la qualità dell’offerta si riduce perché non abbiamo i soldi per far camminare i nostri treni, tram e autobus».
Una riflessione che amplia il dibattito sul futuro della mobilità, richiamando la necessità di accompagnare la realizzazione delle opere con modelli di gestione economicamente sostenibili.
Riparte l’Italia, Luigi Balestra: la politica torni a guardare al bene comune
A concludere la giornata è stato Luigi Balestra, presidente dell’Osservatorio Riparte l’Italia, che ha richiamato il significato dell’iniziativa e il ruolo del confronto tra istituzioni, imprese e società civile.
«L’idea di Riparte l’Italia di creare un luogo di dibattito che fa anche comunità trova concretezza oggi grazie anche ad Aeroporti di Roma».
Balestra ha sottolineato la necessità di recuperare il valore dell’intermediazione e di una politica capace di guardare oltre le dinamiche del consenso immediato.
«La nostra idea è recuperare l’intermediazione, nella consapevolezza che non è sufficiente guardare giorno dopo giorno solo a dei sondaggi che condizionano in modo poco virtuoso la politica. La politica ha bisogno di interpretare l’interesse superiore della collettività».
Il presidente dell’Osservatorio ha infine richiamato il valore del servizio e della responsabilità per chi ricopre incarichi di vertice.
«La posizione di chi riveste posizioni apicali deve essere servente: sacrificare interessi personali per il bene altrui e comune».
Da Roma a Bologna, prosegue il confronto promosso da Riparte l’Italia
La seconda edizione di “Insieme per il futuro di Roma e del Lazio” ha confermato la volontà dell’Osservatorio di promuovere occasioni di dialogo sui principali temi economici, sociali e infrastrutturali del Paese.
Dalla crescita dell’aeroporto di Fiumicino alla sostenibilità del trasporto pubblico, fino al rapporto tra infrastrutture e competitività, la giornata ha posto al centro una questione fondamentale: costruire una visione di sviluppo che sappia coinvolgere istituzioni, imprese e territori.
Il percorso di confronto dell’Osservatorio Riparte l’Italia proseguirà a Bologna, dal 26 al 28 novembre 2026, con gli Stati Generali della Ripartenza, nuovo appuntamento dedicato alle prospettive economiche e sociali dell’Italia.








