Arriva con il decreto fiscale collegato alla manovra, pubblicato l’altro giorno in Gazzetta Ufficiale, la richiesta di un nuovo “contributo di solidarietà” alle società del settore energetico “per il solo anno 2024”.
Il contributo tecnicamente è parametrato al beneficio ottenuto dalle stesse società dall’esclusione delle riserve utilizzate dall’imponibile della tassa sugli extraprofitti (quella decisa con l’ultima manovra).
La vicenda nasce, appunto, con la manovra dello scorso anno quando fu definita la tassa sugli extraprofitti per le società energetiche al 50% della quota di reddito d’impresa 2022 che eccedeva di almeno 10% la media dei quattro anni precedenti.
Successivamente, con il “decreto bollette” del marzo 2023, fu concesso alle imprese di escludere dal reddito imponibile ai fini della tassa sugli extraprofitti “gli utilizzi di riserve del patrimonio netto accantonate”.
Uno “sconto” che la norma di allora valutò in 404 milioni di euro.
Ora con il decreto fiscale si chiede alle imprese che ne hanno beneficiato di “restituire” quello sconto sotto forma di un contributo di solidarietà una tantum “da versarsi in due rate di pari importo entro il 30 maggio e il 30 ottobre 2024”.
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