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In Francia le Borse votano per il governo tecnico | Lo scenario

L’onda blu di Rassemblement National si è nuovamente alzata e ha ottenuto un risultato storico al primo turno delle elezioni in Francia di domenica 30 giugno ma non ha sfondato.

E i mercati azionari europei hanno tirato un sospiro di sollievo: Parigi +1,09%, Francoforte +0,33%, Londra +0,03%.

In luce anche Milano: +1,7% a 33.716 punti.

Il partito di Marine Le Pen e gli alleati dell’Unione dell’estrema destra, scrive MF-Milano Finanza, hanno vinto ottenendo il 33,1% dei voti, comunque meno del 36% che gli era stato attribuito dai sondaggi, davanti alla sinistra di Nuovo Fronte Popolare (28%) e al macroniano Ensemble (20%).

Scongiurata una maggioranza assoluta nell’Assemblea nazionale per la destra lepenista o per la sinistra del Nuovo Fronte Popolare, lo spread Francia/Germania si è ristretto dagli 83 punti base del 14 giugno (livello visto l’ultima volta durante la crisi del debito sovrano dell’area euro) a 69 (con il rendimento dell’Oat 10 anni ridotto al 3,34% e sceso nell’intraday fino al 3,28%) e quello Italia/Germania a 150 da 158 punti base (al 4,10% il rendimento del Btp 10 anni).

Di riflesso il comparto bancario, il più penalizzato dall’annuncio il 9 giugno di elezioni anticipate in Francia, è rimbalzato con forza sia a Milano sia a Parigi: +3,1% Intesa Sanpaolo, +4,6% Unicredit, +2,9% Mediobanca, +3,3% Banco Bpm, +5,8% Bper e +6,7% Mps (oggi scade il lock-up sulla quota residua detenuta dal Mef sull’istituto senese, pari al 26,7%), +2,8% Credit Agricole, +3,5% Bnp Paribas e +3,10% Societe Generale.

Inoltre, l’euro è salito dello 0,6% fino a 1,0776, il più grande salto intraday da metà giugno, complice anche il dato sull’inflazione dello scorso mese in Germania scesa al 2,2% dal 2,4% del mese precedente, seppur ancora sopra il target della Bce.

In ogni caso In Francia fino a martedì, ultimo giorno utile, un’intensa fase di negoziati vedrà probabilmente la nascita di accordi tra i partiti di sinistra e di centro per cercare di far deragliare il sogno di Jordan Bardella del Rn di ottenere una maggioranza assoluta di seggi nel secondo turno e di conseguenza la presidenza del consiglio.

Quindi “lo spread degli Oat può ridursi leggermente rispetto ai Bund, ma solo in misura limitata, dato che il futuro della Francia non è ancora chiaro e il rischio politico è elevato.

La riduzione del rischio di contraccolpo dovrebbe sostenere i titoli sovrani europei non francesi”, come quelli italiani, ha previsto Alex Everett, investment manager di Abrdn.

Gli economisti di Citi vedono due scenari per il secondo turno: una maggioranza assoluta per Rn o un Parlamento bloccato.

“In entrambi i casi si aspettano che la Francia rimanga politicamente instabile dopo le elezioni, con una visibilità politica molto limitata e una perdita di influenza in Europa”, sottolinea Azzurra Guelfi, analista di Citi.

Insomma, “sono aumentate le probabilità per un Parlamento bloccato che potrebbe portare a un governo tecnico”, prevede Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia.

Anche per Unicredit Research lo scenario di base è uno stallo in cui nessun partito ottiene una netta maggioranza.

Per cui il presidente Macron potrebbe proporre un governo tecnico fino a quando non potrà sciogliere di nuovo il Parlamento prima di un anno

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