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Ilaria Capua (virologa): «Epidemia prevedibile, serve autocritica»

Quello che è necessario e, al contrario, quello che bisogna evitare.
Ilaria Capua, la ricercatrice e virologa italiana che lavora negli Stati, fa il punto della situazione in un’intervista al “Corriere della Sera”:
“Nessun lockdown – dice – serviranno condotte collettive responsabili e ce la faremo. Ma anche la scienza deve fare autocritica”.
Secondo la Capua che “il Sars-Cov-2 stia continuando a circolare c’era da aspettarselo perché l’obiettivo del virus è di infettare tutte le persone che incontra per garantire la propria sopravvivenza. Pertanto era solo illusorio pensare che con l’estate si sarebbe ritirato in quanto i virus non pensano e non guardano in faccia nessuno: sono macchine”.
Quanto all’autocritica che dovrebbero fare gli scienziati, Capua afferma che “la comunità scientifica ha fallito” e l’autocritica è d’obbligo perché “la pandemia da Covid non è stata un meteorite inaspettato. Era prevedibile e si poteva evitare come io stessa, alcuni virologi ‘svalvolati’ e persino Bill Gates avevano previsto. Quindi ora mi auguro che questa emergenza serva da lezione per il futuro”.
Sulla possibilità di una seconda “ondata”, Capua risponde che “quando si parla di ‘seconda ondata’ si fa riferimento ai ricoveri in terapia intensiva, (allo stato attuale, in Italia, sono molto limitati). Per evitare questo non occorrono decreti, ma un’attiva collaborazione della popolazione. È una questione di responsabilità collettiva”, conclude la scienziata

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