Società del risparmio gestito al test del taglio dei tassi dato che il mercato ne sconta almeno cinque quest’anno mentre l’inflazione è in calo.
Un nuovo studio di Mediobanca Securities accende i riflettori proprio sugli impatti del calo atteso dei tassi sulle sgr italiane: «le curve attualmente scontano un taglio di circa 150 punti base nella seconda parte dell’anno, ma dovrebbero essere presi in considerazione anche gli effetti collaterali sul margine netto da interessi in particolare per quelle aziende che non hanno la possibilità di avere un costo della raccolta inferiore.
Riteniamo che sia giusto diventare più costruttivi sulle società di gestione e raccolta del risparmio e prevediamo una revisione al rialzo delle stime nel corso dell’anno».
Detto questo, scrive MF-Milano Finanza, gli analisti di Mediobanca Securities hanno alzato il giudizio su Fineco da neutral ad outperform con il prezzo obiettivo che sale da 11,5 a 17 euro, «perché crediamo che i deflussi dai depositi stiano finalmente calando e i flussi sull’asset management siano destinati a migliorare nel corso del 2024».
In aumento raccomandazioni e target price anche di Mediolanum (da neutral ad outperform e target da 10,5 a 11 euro) «perché crediamo che l’attuale rapporto prezzo/utili atteso nel 2024 di 7,5 volte e il dividend yield del 7,1% atteso nel 2024 sia troppo basso».
Quello di Banca Generali passa da 31 a 37 euro (giudizio da underperform a neutral) sulla scia di una normalizzazione del calo della liquidità e delle uscite dalle polizze Vita».
Mediobanca Securities infine ha alzato il target price di Azimut da 23,5 a 27 euro con raccomandazione che sale da underperform a neutral poiché «l’attuale rapporto prezzo/utili 2024 di 7,8 e il dividend yield del 5,8% sono sufficienti per offrire protezioni contro eventuali ribassi».
Dal canto suo l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha alzato il target price di Azimut da 26,2 a 27,2 euro dopo le anticipazioni fornite nei giorni scorsi sul 2023 di un utile netto dei 445-455 milioni, in linea con la guidance già fornita dal gruppo e i target 2024 di un utile netto di 500 milioni e flussi netti totali di oltre 7 miliardi (6,9 miliardi nel 2023) anche grazie all’avvio dell’accordo distributivo in Italia con Unicredit che sta partendo in queste settimane.
Dopo i flussi di dicembre in accelerazione a 834 milioni per un totale di 5,8 miliardi nei 12 mesi del 2023, Banca Akros ha confermato il giudizio accumulate e il target price di 36 euro per Banca Generali.
Intanto Equita Sim, vista la raccolta netta in accelerazione a 1,2 miliardi a dicembre per un totale di 8,8 miliardi nei 12 mesi, ribadisce il target price di 16,5 euro e il giudizio buy su Fineco: «continuiamo a pensare che la piattaforma mantenga una base solida, con una valutazione del titolo particolarmente attraente a 14 volte il rapporto prezzo/utili atteso per il 2024».
Positiva anche Jefferies su Banca Mediolanum che ha confermato un target price di 10,6 euro e giudizio buy, dopo i dati di raccolta del mese che portano il totale da inizio 2023 a 7,13 miliardi.
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