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Il successo del Btp Valore migliora le prospettive del secondo semestre | Lo scenario

«Nei primi sei mesi, i circa 83 miliardi di fabbisogno (di cui il dato di giugno è una nostra stima) sono stati finanziati con emissione nette pari a circa 100 miliardi di euro, di cui 83 miliardi di Btp nominali. Il maggiore finanziamento rispetto al fabbisogno dovrebbe consentire al Mef di aumentare la disponibilità di liquidità a 55 miliardi di euro da 43 miliardi di fine 2022 e 26 miliardi di fine maggio», afferma Chiara Manenti, Fixed Income Strategist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. L’ottimo risultato dell’emissione del nuovo Btp Valore, collocato per oltre 18 miliardi di euro esclusivamente a investitori retail, migliora significativamente le prospettive di offerta dell’Italia nella seconda parte dell’anno.

Nel secondo semestre dinamica offerta meno pesante per due fattori

Nella seconda parte dell’anno, puntualizza l’esperta, la dinamica dell’offerta sarà meno pesante grazie a due fattori:

1) La stagionalità del fabbisogno, che beneficia del gettito delle entrate fiscali: in media negli ultimi dieci anni le entrate tributarie del primo semestre sono risultate più elevate del 35% rispetto a quelle del secondo semestre, del 21% circa più in generale le entrate correnti totali. Quest’anno il fabbisogno del settore statale dovrebbe essere circa 95 miliardi, di cui 12 miliardi nella seconda parte dell’anno. Ribadiamo quanto scritto lo scorso mese circa i rischi al rialzo sulla dinamica dei conti pubblici 1 dato un deficit cumulato nei primi cinque mesi dell’anno di 45 miliardi di euro più elevato rispetto allo stesso periodo del 2022 (81,3 miliardi rispetto a 35,8 miliardi). Una differenza di circa 10 miliardi di euro è legata al mancato pagamento della prima tranche di fondi UE.

2) Il pagamento dei fondi UE relativi a Ngeu, che per la sola quota di prestiti da rimborsare dovrebbero finanziare ben 24 miliardi di fabbisogno e concentrarsi nel migliore degli scenari nella seconda parte dell’anno. La terza tranche, prima delle due rate previste quest’anno e pari a 19 miliardi di euro avrebbe dovuto essere già stata pagata all’Italia dopo la fase di controlli che la Commissione Europea avrebbe dovuto terminare entro aprile. Le eccezioni fatte all’Italia su alcuni punti specifici si sono intrecciate con il delicato dibattito politico circa le modalità di modifica del Pnrr stesso, allungando i tempi dell’erogazione.

Nel secondo semestre vi saranno maggiori scadenze per 37 miliardi di euro, di cui 21 mld di Cct e 23 mld di Btp, mentre le emissioni lorde sono attese in calo di 80 miliardi circa, da 274 a 193 miliardi di euro. La riduzione più ampia interesserà i Btp nominali la cui offerta è prevista in diminuzione da 162 miliardi realizzati nel primo semestre 2023 a 95 miliardi nel secondo semestre 2023. L’offerta netta dovrebbe quindi essere negativa per circa 17 miliardi di euro nel prossimo semestre rispetto a 100 miliardi già realizzati. Sempre guardando al segmento dei Btp nominali, l’offerta netta sarà vicina a zero rispetto a 87 mld collocati nel semestre in corso.

Scenario offerta resta favorevole

Lo scenario di offerta per l’Italia resta favorevole anche se si considerano gli effetti della conclusione dei reinvestimenti del portafoglio App decisi dalla Bce a partire da luglio. «Secondo le nostre stime i flussi dall’Eurosistema saranno pari a -21 miliardi di euro nel secondo semestre rispetto a 1 miliardo nel primo e quindi l’offerta netta che il mercato dovrà assorbire sarà vicina a zero contro 81 miliardi del primo semestre», conclude Manenti.

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