«La situazione è ormai fuori controllo e rischia di aggravarsi nel giro di poche settimane». Lo ricorda Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, parlando del fenomeno migratorio che dall’inizio dell’anno conta «123.863 migranti» sbarcati. «È una cifra da record, è possibile che alla fine di quest’anno si supererà quella del 2016 quando si arrivò a 181.436 presenze». E sottolinea «l’urgenza di affrontare il problema lasciando da parte slogan, interessi di parte, campagne elettorali. La gestione dei flussi» scrive l’editorialista «non può e non deve diventare uno dei terreni di scontro in vista delle Europee».
«La promessa di fermare gli sbarchi fatta dalla coalizione di centrodestra prima di vincere le elezioni, si è infranta di fronte alla realtà. La necessità di far ripartire il sistema di accoglienza per chi ne ha diritto e individuare un percorso per far tornare a casa chi invece non ha i requisiti per rimanere, è ormai un’urgenza. Deve diventare priorità. Anche perché l’emergenza climatica, le catastrofi naturali, le guerre e i colpi di Stato che stanno fiaccando molti Stati africani, renderanno più imponente il numero di persone in fuga verso l’Italia. Credere che la Tunisia rispetti gli accordi — peraltro non ancora sottoscritti — per fermare le partenze, si sta rivelando un’utopia. A lasciare sola l’Italia» osserva Sarzanini «è stata l’Unione europea, hanno voltato le spalle gli Stati del gruppo di Visegrád — Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia — sui quali faceva affidamento proprio il centrodestra».
«Bisogna dunque cambiare passo. È giusto pretendere che la commissione Ue si faccia carico di mediare con i Paesi di provenienza dei migranti, ma l’approccio del governo deve essere diverso. A Bruxelles si deve trattare evitando di mostrare i muscoli con i partner alimentando una battaglia che non può portare nulla di buono. A Roma si deve chiedere la collaborazione di sindaci e governatori per riattivare i centri di accoglienza, distribuire i migranti in tutto il Paese, regolarizzare chi possiede i requisiti. Soltanto governando davvero l’emergenza migratoria e garantendo i diritti» conclude «si potrà ottenere il rispetto dei doveri da parte di chi arriva».
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