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Il Presidente Mattarella e la sua risposta a Musk | L’analisi di Stefano Folli

“Sergio Mattarella ha parlato da presidente della Repubblica nel senso più esatto del termine.

Vale a dire da garante e in un certo senso tutore dell’equilibrio istituzionale”.

Lo scrive Stefano Folli su Repubblica sottolineando che questo equilibrio, “comprende, come è ovvio, anche l’ordine giudiziario.

Uno sgarbo a tale equilibrio nel suo complesso, ovvero solo a una componente, come nel caso dell’attacco di Musk ai magistrati del ‘caso Albania’, suscita e in un certo senso impone l’intervento del Quirinale.

Adesso Musk non ha ancora un ruolo nell’amministrazione Trump (lo avrà tra breve), ma nessuno può davvero qualificarlo come un privato cittadino.

È il personaggio più importante del nuovo corso americano, qualificato dai suoi protagonisti quale “rivoluzione” in cammino.

È evidente che egli vuole essere la mente e il braccio di questa svolta storica.

Colui che ne interpreta la tendenza espansiva al di là dei confini.

Altro che isolazionismo.

Musk – sottolinea Folli – guarda all’Italia come al territorio più congeniale per sperimentare una sorta di “trotzkismo” — nel senso di rivoluzione permanente — adattato ai tempi e alla congiuntura politica.

Con un’America in cerca della strada più breve per realizzare la visione ‘Maga’ di una nuova grandezza.

Se il problema oggi è riunire l’Italia, evitando che le vicende d’oltreoceano si traducano, in maniera irresponsabile, in una spaccatura interna senza basi logiche, ecco che le parole di Mattarella appaiono scelte con la massima cura e precisione.

Senza citarla, egli si è rivolto alla destra meloniana e soprattutto salviniana invitandola tra le righe al necessario rispetto delle istituzioni.

Un dato che è spesso carente, specie quando si tocca il nodo irrisolto del rapporto con la magistratura.

E alla sinistra, ovviamente anch’essa mai nominata, si suggerisce di uscire dalle tentazioni settarie per abbracciare una visione utile al progresso dell’Italia.

Sarebbe interessante capire se dagli Stati Uniti in via di transizione qualcuno vorrà rassicurare l’alleato italiano, da sempre uno dei più leali.

Ieri sera lo ha fatto lo stesso Musk.

Con un tono quasi scanzonato, ha inteso chiudere l’incidente ricordando che anche lui, come tutti in democrazia, ha diritto di esprimere un libero pensiero.

E infatti – conclude – nessuno gli contesta questo diritto.

Il punto è l’opportunità di esprimersi con tanta irruenza sulle istituzioni di un altro paese, come se si fosse al bar davanti a una pinta di birra”.

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